Credito d'imposta per la pubblicità

Credito d’imposta per la pubblicità: incentivo fiscale in vigore

         
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Credito d’imposta per la pubblicità: DPCM 16/05/2018 n. 90

Il credito d’imposta per la pubblicità è regolamentato dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato 16 maggio 2018 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 luglio 2018.

Il Decreto stabilisce le “disposizioni applicative” dell’incentivo fiscale introdotto dal Decreto Legge n. 50 del 2017 articolo 57-bis.

L’incentivo fiscale è rivolto agli investimenti pubblicitari incrementali cioè agli investimenti effettuati in misura maggiore rispetto a quelli dell’anno precedente.

Per campagna pubblicitaria rientrante del beneficio pertanto è da intendersi quella su carta, online, via radio ed attraverso emittenti televisive.

Quindi gli investimenti pubblicitari da considerare decorrono dall’anno 2018 ed a beneficiarne sono:

  • le imprese;
  • i lavoratori autonomi;
  • enti non commerciali.

L’incremento che beneficia del credito d’imposta per la pubblicità deve superare almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente.

Tuttavia è possibile considerare anche gli investimenti pubblicitari effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017 purché:

  • il loro valore superi almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti effettuati dai medesimi soggetti sugli stessi mezzi di informazione
  • nel corrispondente periodo dell’anno 2016.

L’ incentivo fiscale, concesso sotto forma di credito d’imposta, è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati. Il credito d’imposta per la pubblicità è elevato al 90% nel caso a beneficiarne siano:

  • micro-imprese,
  • piccole e medie imprese,
  • start up innovative.

Come enunciato nel D.P.C.M. 16/05/2018 n.90 per poter beneficiare della maggiore aliquota del credito d’imposta per la pubblicità è necessario rispettare quanto disposto:

Credito d’imposta per la pubblicità: l’accesso al credito

La procedura d’accesso al credito d’imposta per la pubblicità quindi prevede:

  • nel periodo compreso dal 1° marzo al 31 marzo di ciascun anno,
  • un’apposita comunicazione telematica con le modalità definite con provvedimento amministrativo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.

La comunicazione deve contenere:

a) prima di tutto gli elementi identificativi dell’impresa, dell’ente non commerciale o del lavoratore autonomo, ivi compreso il codice fiscale;
b) in aggiunta il costo complessivo degli investimenti pubblicitari effettuati o da effettuare;
c) poi la misura percentuale e l’ammontare complessivo dell’incremento dell’investimento pubblicitario realizzato
o da realizzare. Da aggiungere anche il raffronto con l’anno precedente con distinta evidenza per ciascun dei due fondi richiamati all’articolo 4, comma 1;
d) infine l’ammontare del credito di imposta richiesto distinto per ciascuno dei fondi di cui all’articolo 4, comma 1.

Per le richieste al 2018 la comunicazione telematica deve essere presentata obbligatoriamente:

  • a decorrere dal sessantesimo giorno
  • ed entro il novantesimo giorno

successivo alla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale; cioè tra il 22 settembre e il 22 ottobre.

Tuttavia bisogna ricordare che l’incentivo fiscale, come stabilito, viene assegnato fino al raggiungimento del tetto di spesa stabilito annualmente.

Credito d’imposta per la pubblicità: il testo dell’articolo 57-bis decreto legge n. 50 del 2017:

Incentivo fiscale agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e misure di sostegno alle imprese editoriali di nuova costituzione.

Credito d’imposta per la pubblicità: decorrenza

comma 1. A decorrere dall’anno 2018, alle imprese e ai lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1 per cento gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente, e’ attribuito un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 75 per cento del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90 per cento nel caso di micro-imprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel limite massimo complessivo di spesa stabilito ai sensi del comma 3.

Il credito d’imposta e’ utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Credito d’imposta per la pubblicità: modalità e i criteri di attuazione

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti le modalità e i criteri di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, con particolare riguardo agli investimenti che danno accesso al beneficio, ai casi di esclusione, alle procedure di concessione e di utilizzo del beneficio, alla documentazione richiesta, all’effettuazione dei controlli e alle modalità finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa di cui al comma 3.

Agli eventuali adempimenti europei, nonché a quelli relativi al Registro nazionale degli aiuti di Stato, provvede il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Credito d’imposta per la pubblicità: finanziamenti imprese editrici

comma 2. Per favorire la realizzazione di progetti innovativi, anche con lo scopo di rimuovere stili di comunicazione sessisti e lesivi dell’identità femminile e idonei a promuovere la più ampia fruibilità di contenuti informativi multimediali e la maggiore diffusione dell’uso delle tecnologie digitali, è emanato annualmente, con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un bando per l’assegnazione di finanziamenti alle imprese editrici di nuova costituzione.

Credito d’imposta per la pubblicità: copertura risorse finanziarie

comma 3. Agli oneri derivanti dall’attuazione dei commi 1 e 2 si provvede mediante utilizzo delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198.

Il credito d’imposta di cui al comma 1 è concesso nel limite complessivo, che costituisce tetto di spesa, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 4, della legge n. 198 del 2016; con il medesimo decreto è altresì stabilito annualmente il criterio di ripartizione dell’onere complessivo delle incentivazioni concesse a carico delle quote del Fondo spettanti rispettivamente alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero dello sviluppo economico.

Credito d’imposta per la pubblicità: risorse del Fondo di bilancio

Le risorse destinate al riconoscimento del credito d’imposta di cui al comma 1 sono iscritte nel pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e sono trasferite nella contabilità speciale n. 1778 «Agenzia delle entrate – Fondi di bilancio» per la regolazione contabile delle compensazioni esercitate ai sensi del comma 1.

Credito d’imposta per la pubblicità: risorse del medesimo Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione

I finanziamenti da assegnare ai sensi del comma 2 sono concessi, mediante utilizzo delle risorse del medesimo Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 6, della predetta legge n. 198 del 2016, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo destinata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Credito d’imposta per la pubblicità: compiti amministrazioni

comma 4. Le amministrazioni interessate provvedono allo svolgimento delle attività amministrative inerenti alle disposizioni di cui al presente articolo nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

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Autore dell'articolo: Paolo Di Sante

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Ogni giorno genitori danno tutto per la famiglia, lavoratori si sacrificano per lo stipendio, disoccupati cercano lavoro, imprenditori e professionisti cercano di mandare avanti l'attività. E poi c'è l'Italia, un paese intasato di burocrazia e norme che sembrano remare contro chi si alza la mattina per affrontare la giornata. Tutto ciò ha mosso in me la voglia di pubblicare studi, ricerche ed appunti che sono frutto di oltre un ventennio di lavoro: adempimenti fiscali, civilistici ed amministrativi; servizi alle aziende ed alle persone in campo amministrativo e finanziario. Credo che la diffusione delle informazioni porti equità sociale. Il mio motto preferito: "l'unione fà la forza".