Violenza sulle donne (Fonte: welfarenetwork.it)

Le donne alla Camera: in 1.300 per raccontare le violenze

Sono 1.300 le donne presenti oggi alla Camera dei Deputati. Sono presidenti e membri di associazioni, vittime di violenze e stalking da uomini che le avrebbero dovute amarle, e che invece sono diventati una persecuzione. Un continuo incubo. Presieduta dalla presidente della Camera Laura Boldrini, questa mattinata è riservata alle donne, che occuperanno gli scranni dei deputati nella giornata internazionale contro le violenze di genere.

Sono molte le donne che hanno deciso di mostrarsi pubblicamente, questa mattina, e raccontare a testa alta quello che hanno dovuto sopportare e subire. Un brutto sogno dal quale si sono svegliate con una denuncia. «Agli uomini è richiesto di fare un salto in avanti, di uscire da una cultura che ha ridotto per millenni una donna a una proprietà». Nella giornata dedicata alle donne maltrattate, la presidente Boldrini ha voluto rivolgere un messaggio anche agli uomini. Quelli che hanno abusato delle proprie mogli o fidanzate e quelli che invece le sostengono. Perché non possono restare immobili senza far nulla: «Perché rimangono a guardare?» si domanda.

L’appello della presidente Boldrini contro la violenza sulle donne

«Bisogna educare i bambini e le bambine alla parità di genere il rispetto per tutti, le donne devono poter dire no ed essere rispettate. Questa giornata ci mette al centro del dibattito e le tematiche che le riguardano».

Il Paese non può più ignorarci. Con queste semplici ma significative parole, la presidente Boldrini ha meritato una standing ovation dalla platea del Parlamento, facendo anche un appello a tutte le donne, affinché trovino il coraggio di denunciare i loro aguzzini. «Dovete denunciare, perché il silenzio divide, isola, uccide: è la parola a salvare, perciò voglio dare oggi la parola a voi, che il silenzio lo avete rifiutato e avete parlato». Un rifiuto netto quindi al silenzio, perché senza uno sforzo di coraggio da parte delle vittime, non si potrà mai avere giustizia.

L’intervento del premier Paolo Gentiloni e delle vittime di stupro

«L’Italia civile si unisce per dire basta alla vergogna della violenza sulle donne». Un diretto e conciso messaggio, quello che il presidente del Consiglio Gentiloni ha dedicato a questa giornata.

Dagli scranni della Camera a prendere la parola è stata per prima Serafina Stano, la dottoressa siciliana stuprata durante un turno alla guardia medica. Non dimenticherà mai quella notte, ma non si vergogna di parlare pubblicamente di quanto successo. «Mentre subivo la violenza riflettevo su come uscire da quella situazione», ha affermato durante il suo intervento. Una dimostrazione di notevole coraggio da parte di Serafina, ma anche un messaggio che ha lo scopo di non far piegare le donne al volere degli uomini. Ma di combattere. Di fare di tutto affinché tutta questa violenza finisca. Una volta per tutte.
#giornatacontrolaviolenzasulledonne

Fonte: repubblica.it

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