È di nuovo scontro sulla didattica a distanza

È di nuovo scontro sulla didattica a distanza

 

ROMA – È di nuovo scontro sulla didattica a distanza. Ora i governatori chiedono di utilizzarla per frenare i contagi nelle scuole superiori, ma per la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina questo tema “non è all’ordine del giorno”, anche per non disperdere “i grandi investimenti e sacrifici fatti per la scuola”.

In Campania è scattata fino al termine del mese la chiusura delle scuole, definita dalla Azzolina “una decisione gravissima”.

È di nuovo scontro sulla didattica a distanza

Ieri il Ministero dell’Istruzione ha comunicato che, alla data del 10 ottobre, gli studenti contagiati sono pari allo 0,080% (5.793 casi di positività), per il personale docente la percentuale è dello 0,133% del totale (1.020 casi), per il personale non docente si parla dello 0,139% (283 casi). I dati del monitoraggio, condotto dal Ministero dell’Istruzione con la collaborazione dei dirigenti scolastici, sono stati condivisi con l’Istituto Superiore di Sanità.

Favorevole alle lezioni con la didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado è anche l’A.I.V.E.C. (Associazione italiana vittime emergenza Covid 19), che proseguirà nel percorso volto ad ottenere la regolamentazione di questa soluzione impugnando, nei prossimi giorni, il Dpcm pubblicato in Gazzetta Ufficiale  Serie Generale n. 253 del 13-10-2020, nella parte in cui non prevede l’attivazione della didattica a distanza e le sue modalità.

Esprime invece contrarietà l’Unione Sindacale di Base  Pubblico Impiego – Scuola:

“La didattica a distanza non è la soluzione del problema, ma un problema in più che si aggiunge a un quadro già di per sé drammatico. Essa inasprisce le disuguaglianze che di fatto esistono tra gli studenti e tra le diverse zone del nostro paese.  Il primo di settembre le scuole hanno riaperto nelle stesse condizioni strutturali nelle quali avevano chiuso a marzo”.

L’Usb Scuola chiede “che si adeguino i sistemi dei trasporti pubblici locali alle reali esigenze dei cittadini”. E che “non si sacrifichino ancora e sempre studenti e studentesse in nome del profitto”.

 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24