Elettronica flessibile: le piante acquatiche come ispirazione

Elettronica flessibile: le piante acquatiche come ispirazione

Anche la natura diventa fonte di ispirazione per gli scienziati. Come ad esempio gli steli sinuosi delle piante acquatiche, per la creazione di nuovi materiali ultra-leggeri con cui realizzare i futuri dispositivi nel campo dell’elettronica flessibile. Una nuova strada aperta dai ricercatori di Zhejiang, in Cina, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista “ACS Nano”: i nuovi materiali, a imitazione di quegli steli flessibili ma resistenti al vento più impetuoso, potranno essere utilizzati come sensori indossabili e tablet pieghevoli.

Elettronica flessibile: il grafene alla base del nuovo materiale ultra-leggero

I ricercatori hanno studiato, affascinati dalla loro grande resistenza e flessibilità, gli arbusti dalla pianta erbacea Thalia dealbata che si formano a pelo d’acqua. Il loro intento è stato quello di riprodurre la microstruttura dei suoi steli in laboratorio, ottenendo così un nuovo e straordinario materiale sintetico ultra-leggero e poroso, a base di grafene. Una sorta di spugna fatta di ossido di grafene e carbonio liofilizzato, chiamato “il materiale delle meraviglie”, meglio noto con il nome di “aerogel”. Un ottimo conduttore resistente e flessibile, formato da un solo strato di atomi di carbonio. In seguito l’aerogel al grafene è stato lavorato attraverso una tecnica particolare: il “congelamento bidirezionale”, un sistema che ha permesso ai ricercatori di ottenere un’architettura molto simile allo stelo di alcune piante acquatiche.

I primi test hanno dimostrato le capacità del nuovo materiale

Sono stati già effettuati i primi test, durante i quali il materiale ha dimostrato tutte le sue grandi capacità: ad esempio, è in grado di sopportare carichi pari a circa 6.000 volte il suo peso; dunque, anche dopo una compressione molto intensa mantiene intatte tutte le sue caratteristiche di forza e resistenza. L’aerogel è stato inserito in un circuito con un Led, dimostrando così di poter essere ampiamente utilizzato come componente di un dispositivo elettronico flessibile.

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Autore dell'articolo: Cesare Di Simone

Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. La maggior parte delle conoscenze che ho in ambito tecnologico le ho apprese da autodidatta, riparo Pc e nel tempo libero mi dedico a scrivere articoli su Technoblitz.it di cui sono co-fondatore oltre a scrivere anche su Blastingnews.


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