Emanuela Orlandi: controversie sulla nuova documentazione

Emanuela Orlandi: controversie sulla nuova documentazione

Come ogni anno (oramai) ci sono ulteriori ‘novità’ riguardanti il triste caso di scomparsa di Emanuela Orlandi, la ragazzina cittadina vaticana svanita nel nulla da Roma nel Giugno del 1983. La sua sparizione è sempre stata legata (per motivi peraltro molto labili) a quello di Mirella Gregori, avvenuto circa un mese prima. Stavamo parlando di ‘novità’ ed in questo caso le virgolette sono d’obbligo, dato che è spuntato un nuovo e presunto documento che accerterebbe la scomparsa di Emanuela come voluta dalla stessa Santa Sede. Peccato però che questo documento reso noto dal giornalista Emiliano Fittipaldi non sia firmato né sia disposto da protocollo alcuno, in modo da accertare la genuinità di esso.

Emanuela Orlandi: un caso divenuto un ‘evergreen’

Seppur è triste dirlo, quello di Emanuela Orlandi è divenuto un caso ‘evergreen’, che è destinato ad esserne discusso in maniera perpetua. Fin qui non ci sarebbe niente di male (anzi!) se non fosse che le indagini siano state continuamente ‘manovrate’ da false piste e nuovi casi eclatanti dell’ultima ora rivelatesi in seguito solo racconti creati ad hoc da mitomani. Ricordiamo ad esempio la pista del 2005, che voleva la Orlandi essere stata rapita dalla famigerata banda della Magliana, in seguito la falsa pista di Luigi Gastrini nel 2011, che voleva Emanuela ancora viva e internata in un non ben specificato manicomio a Londra.

Sicuramente, un altro depistaggio clamoroso è stato quello di Marco Fassoni Accetti, fotografo e produttore di film d’essai che rivelò essere uno dei rapitori sia della Orlandi che della Gregori, facendo ritrovare peraltro, un flauto che affermava essere quello della cittadina vaticana. Grazie anche al lavoro di investigatori e giornalisti professionali (quali Pino Nicotri) tali depistaggi e mitomani sono stati completamente smascherati, con tanto di sentenza da parte dei giudici, che hanno chiarito il punto della situazione. Vada come vada, il destino di Emanuela e Mirella risulta essere ancora un mistero dopo ben 34 anni.

Emanuela Orlandi: un documento davvero irrisorio 

Torniamo al documento di cui abbiamo parlato nell’introduzione. Esso avrebbe dovuto riaprire (per l’ennesima volta) il caso di Emanuela Orlandi, ma è risultato fin dall’inizio una prova davvero poco credibile. Secondo tale scritto, il Vaticano, fino al 1997, si sarebbe adoperato per tenere lontano dal proprio stato la povera Emanuela, addirittura tramite ingenti somme economiche. La ragazzina sarebbe stata segregata fino alla sua morte, con tanto di occultamento di cadavere. Il testo non dispone di alcuna firma o protocollo ufficiale e contiene diversi errori e refusi che sembrano essere stati messi lì apposta. Il Vaticano, fin dall’inizio, aveva affermato che tale documento fosse una palese montatura.

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