Erasmus, boom di italiani in Europa per studio

L’Erasmus quest’anno registra un aumento del 40% in Italia. Saranno 41.000 difatti gli studenti italiani che partiranno per un Paese estero, per un periodo di studio presso altre universita’ europee. Il progetto, European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, compie 30 anni quest’anno e lo Young International Forum lo ha preso in esame per capire quanto viene sfruttato per affinare una lingua o fare esperienze lavorative.

I dati che ha ottenuto sono un buon segnale di interesse da parte dei giovani studenti, che sono nati con l’Europa e anche attraverso lo strumento dell’Erasmus dovrebbero riuscire a classificarsi come cittadini europei.

Chi va e chi arriva con l’Erasmus

L’italia tra il 2016 e il 2017 accogliera’ 22 mila studenti, guadagnandosi cosi’ la quinta posizione di mete piu’ ambite. Non male il Lazio, dove la Sapienza di Roma accoglie piu’ studenti di tutte le altre. Saranno 7.000 gli studenti italiani che invece partiranno. Bene anche la Tuscia di Viterbo, al quinto posto come universita’ con il piu’ alto numero di studenti in partenza. E’ invece seconda per coloro che vanno fuori dall’Europa.

Per gli studenti italiani, le mete preferite sono la Spagna, il Portogallo, la Germania e e la Francia.

La possibilita’ di un lavoro e favorire la mobilita’

L’Erasmus non e’ solo studio. Il programma Traineeship ad esempio promuove la possibilita’ di avviare uno stage presso un’azienda estera, con corsi di formazione e aggiornamento, anche per imparare i termini professionali in una lingua diversa. In questo progetto, l’Italia e’ nella top 3.

Erasmus Traineeship ha l’obiettivo anche di favorire la mobilita’ delle persone in Europa, senza problemi o ostacoli alle frontiere, in modo da poter girare per i Paesi, grazie alla libera circolazione. Oltre a migliorare una lingua e avere esperienze lavorative, gli studenti potranno venire a contatto con la cultura degli altri Paesi. In questo caso, le mete sono Regno Unito, Spagna, Germania e Francia.

Fonte: agi.it