Ounas, simbolo della fallimentare gestione del Napoli di Sarri

Europa League: figuraccia Napoli, Sarri finisce nel mirino della critica

Il Napoli in Europa League ha fatto una figuraccia, che, però, era preventivata. Le parole di Sarri nella conferenza pre-gara avevano già fatto capire che i partenopei si sarebbero scansati. Le dichiarazioni del tecnico nel post match sanno, invece, per presa per i fondelli verso gli stessi tifosi partenopei e il pubblico neutrale. Al Napoli l’Europa League non interessava e lo si è sempre saputo. Ora che si è fatto buttare fuori come De Laurentiis e Sarri volevano, potrà concentrarsi unicamente sulla corsa scudetto. Rimane l’ennesima figuraccia internazionale e una gestione degli uomini pessima da parte di Sarri.

Sarri: una gestione pessima

Ieri, Sarri, con la formazione presentata, si è chiaramente scansato. il tecnico ha pianto miseria fin dalla conferenza pre-gara e il turn over fatto è stata la conferma del suo modo balordo di intendere il calcio. La gestione del tecnico si può racchiudere nelle parole di Ounas: “Per chi gioca poco è difficile dare il massimo quando si viene chiamati in causa. Anche fisicamente è dura” ha detto l’ex Bordeaux. Di fatto, è così. L’algerino ha giocato appena 87 minuti in campionato su un totale di 2.160, cui vanno aggiunti i 148 su 180 in Coppa Italia, i 36 su 540 in Champions e i 61 su 90 in Europa League. In totale, dunque, su 33 gare, Ounas ha giocato 3.5 gare complessive. Come si può sperare che uno sia motivato in questo modo?

La gestione Sarri che contempla 13-14 giocatori ha portato a bruciare cinque campagne acquisti per più di 100 milioni di euro. In pratica, da quando il tecnico è arrivato, l’unico titolare preso sotto la sua gestione è stato Hysaj. Con cattiveria si potrebbe affermare che, senza gli acquisti di Benitez, il Napoli targato Sarri avrebbe lottato per salvarsi.

Crescita zero

Il Napoli di Sarri ora si concentrerà solo sullo scudetto. Se non centrerà l’obiettivo, a questo punto, sarà un fallimento totale. La squadra, infatti, sia che vinca sia che perda il titolo, l’anno prossimo con questa gestione, potrà al massimo aspirare ad un posto in Europa League, dato che il tecnico sta spremendo al massimo i titolari che non avranno più motivazioni, nè margini di crescita nella prossima stagione. Dato che la squadra non ha uno straccio di ricambio, si ripartirà letteralmente da zero. Per i tifosi partenopei, dunque, questa non è solo l’ultima opportunità di vincere il titolo, ma l’ultima di vedere la squadra nei quartieri alti della serie A.

 
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Autore dell'articolo: Davide Luciani