Evaso ergastolano a Perugia, aveva ucciso un edicolante
Evaso ergastolano a Perugia, aveva ucciso un edicolante a Napoli. Clamorosa fuga di un ergastolano dal carcere di Perugia. Domenico D’Andrea di 38 anni detto Pippotto , è scappato questa mattina durante l’orario di lavoro in esterna. Stava scontando l’ergastolo per l’omicidio di Salvatore Buglione, un edicolante ucciso nel 2006 in seguito ad una rapina. Un delitto, che all’epoca sconvolse l’opinione pubblica. Buglione fu aggredito da quattro giovanissimi nella sua rivendita di giornali di via Pietro Castellino, quartiere Vomero a Napoli. L’uomo morì in seguito ad una coltellata al cuore. D’Andrea e altri due fermati erano stati da poco rilasciati dal carcere perché avevano usufruito dell’indulto. L’uomo di 38 anni ha subito per questo delitto una condanna all’ergastolo.
Evaso ergastolano a Perugia, scappato durante un turno di lavoro
Secondo una prima ricostruzione è scappato approfittando di un turno di lavoro. Godeva dei benefici dell‘articolo 21, ovvero detenuto al quale era permesso di uscire dalla struttura appunto per lavorare. Si è allontanato da un’area nei pressi del carcere scavalcando una cinta bassa  ed è riuscito a far perdere le proprie tracce. E’ possibile anche che possa avere intrapreso al via verso un boschetto vicino a piedi. Da quando era tredicenne  faceva parte di una piccola banda, che rubava motorini. L’uomo ha all’attivo diversi precedenti penali.
La notizia
A dare la notizie è proprio il sindacato della Polizia Penitenziaria Sappe. ” Adesso è prioritario catturare l’evaso” – Ha detto Donato Capece. La grave vicenda porta alla luce la priorità della sicurezza nelle carceri italiane. In un momento in cui  la sorveglianza nelle carceri viene a mancare per una serie di norme, che interessano le regole stesse della detenzione.  Da quando le carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica e il regime penitenziario ” aperto ” le cose sono cambiate. Ossia i detenuti sono liberi di girare in più ore del giorno per le Sezioni detentive con controlli sporadici e occasionali da parte della Polizia penitenziaria. In realtà questo è un fatto gravissimo, che pone l’occhio sulle gestione delle carceri in generale.
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