Fabio Curto

FABIO CURTO: sulle “Rive” il suo Blues prende forma

         
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Fabio Curto: sulle “Rive” il suo Blues prende forma

Da poco uscito il suo nuovo video “Only You” che fa seguito al primo lancio assolutamente in linea con il soul pop di maniera che i grandi nomi alla Zucchero Fornaciari hanno sdoganato nel nostro bel canto. Ma lui che dai talent proviene e con grande successo, della forma industriale sembra interessarsi poco e cerca deRive sue personali affrontando da una parte il cliché di brani come “Mi sento in orbita” e dall’altra qualche del fuoripista di grandissimo gusto internazionale come “Neve al sole” passando inevitabilmente per trame Pop industriali di alto profilo come la bellissima “L’airone”. Lui è Fabio Curto e noi questo “Rive, volume 1” pubblicato da Fonoprint s.r.l. ce lo gustiamo tutto d’un fiato. Belle sensazioni americane che stupiscono sempre di veridicità quando sappiamo bene che l’origine non ha pelle nera ne ha il soul di strada nel vissuto quotidiano. Eppure artisti come Curto ci sono ben riusciti e noi siamo qui a raccontarvelo.

Che bella sensazione di America. L’America… è questo disco e questo suono il tuo sogno americano?
La musica americana mi ha influenzato molto durante il mio percorso artistico e durante la mia crescita. Ascolto gruppi come Creedence Clearwater Revival da quando ero bambino e i lunghi viaggi per quelle strade infinite sono sempre state per me di grande ispirazione per la creazione di musiche che avevano il valore di colonne sonore più che di canzoni nel mio immaginario. Mi piace molto il sound al quale siamo arrivati in questo disco ed il fatto che da più parti sia recepito come internazionale mi fa sentire sulla strada giusta.

“Rive”… che immagine è per te la riva? Riva di cosa poi…?
La riva per me è un punto di arrivo è un punto di partenza per cui simbolicamente rappresenta un qualcosa con il quale abbiamo a che fare tutti ogni giorno nella nostra vita.

E restando ancora su questo messaggio: a riva si arriva dalla terra ferma o dal mare? Cosa mi rispondi?
Istintivamente ti direi da terra per poi prendere il largo dopo un lungo respiro.

Il Soul è una matrice innegabile. E a quanto pare non ne scappi, neanche di fronte a richiami forti di stile. Cosa mi dici in merito?
Il soul non è il genere che ho ascoltato di più nel corso degli anni ma innegabilmente con la mia vocalità sembra di sposi bene quindi seguendo i miei provini(spesso di sole voci) la direzione é stata presa senza pensarci troppo.

E restando su questo tema invece, cosa rispondi a chi fa il nome di Zucchero piuttosto che Springsteen? Icone che insegui, che cerchi di fare tue o che cerchi di scansare?
Sono onorato di sentire nomi così grandi accostati al mio nuovo lavoro,mi hanno sempre nominato Bruce Springsteen o Eddie Vedder piuttosto che Zucchero ma forse perché cantavo quasi solo in inglese… in realtà non ho mai avuto dei veri e propri punti di riferimento, fino a qualche anno fa componevo liberamente trovandomi poi con un cassetto pieno di canzoni diverse l’una dall’altra. Diciamo che ho scelto una direzione musicale e come tutte rimanda in qualche modo a qualcos’altro.

Il prossimo futuro? Lo so… una domanda da ufficio ma doverosa…
Mi piacerebbe instaurare un buon rapporto con i live in Europa, il vecchio continente mi piace ancora di più dopo essere tornato dall’Australia 😁

Autore dell'articolo: Marco Vittoria