La rinascita di Andrea Gioè l'Ottimista

La rinascita di Andrea Gioè l’Ottimista: il nuovo disco

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La rinascita di Andrea Gioè l’Ottimista: il nuovo disco

La rinascita di Andrea Gioè l’Ottimista. Sembra una dichiarazione di intenti e di rinascita questo nuovo disco del cantautore siciliano Andrea Gioè. Si intitola “L’Ottimista!” e potremmo chiamarlo un best visto che contiene tante canzoni del suo passato riviste e corrette per restituirne una nuova forma e facciata. Sinonimo e simbolo appunto di rinascita partendo proprio dal passato, da ciò che si è stato per arrivare ad essere ciò che si diventerò. Anche nuove scrittore di cui il singolo decisamente pop intimista dal titolo “Andrea! (…sto rinascendo)” e il mood sfacciatamente dance anni ’90 di “Balla amore”. Canzoni fresche e leggere, canzoni umili che hanno solo la presunzione di volersi imporre come personalità umana ed artistica. In rete il video ufficiale; di seguito una bella chiacchierata con un artista che tra la Francia e la sua isola italiana cuce e ricama con dedizione la sua personalissima confessione di uomo.

Essere ottimisti. In questo disco direi che ci sono ampi spazi di sole o sbaglio?

Questo è un disco ottimista al 100% perché anche se gli ottimisti come me non sono esenti da momenti di buio, rabbia e sconforto riescono a trovare il buono in ogni cosa; esempio lampante di quest’album è “Ti lascio andare (…ma non scappare)”, canzone d’amore molto cupa ed intima, apparentemente la meno ottimista, che pero’ alla fine nonostante il “Mal d’amore” riesce a trovare la forza di continuare con la frase ” è vero fa male, deve solo passare … tempo guaritore di ogni amore”.

Quanto è importante la Francia per il tuo essere artista?

La Francia è stata un importantissima fetta della mia vita che ho voluto raccontare in “Tu seras le Midi”; uno dei brani a cui sono particolarmente legato. Ho vissuto per 5 anni a Lourdes lavorando come portiere di notte in un Hotel; nel frattempo ho avuto la gioia e l’onore di coltivare la mia passione per la musica avendo totalizzato nel tra il 2013 e 2017 ben 120 concerti in giro per i Pirenei, Le Gers e la Spagna. Ho aperto i miei orizzonti a nuove sonorità ed ho conosciuto tantissime cose; sono fiero di questo cammino, adesso sono bilingue, e mi fa piacere notare l’apprezzamento del pubblico italiano sui brani come “Je suis une star” e “Un regard une image” che canto interamente in francese.

Chi ha contaminato di più il disco, la Sicilia o la Francia?

Entrambe perché anche se ho vissuto a Lourdes la mia “sicilianità” non l’ho mai persa, anzi ho proprio portato alto il nome della musica Italiana, facendo dei “Concert à l’Italienne”; alternando le mie canzoni (molto apprezzate dal pubblico francese e spagnolo) agli standard italiani come “O’ sole mio”, “L’Italiano”, “Ti amo”, “Più bella cosa”, “Baila (sexy thing)”, e proponendo alcuni brani sconosciuti al pubblico francese ma che son entrati subito nei loro cuori, una tra tutte “La felicità di Simona Molinari”, sentire il pubblico cantare con me “ahhhhh la felicità!!!!!” era una figata pazzesca! E guai se non la cantavo durante i concerti, “mi sbranavano!”.

Il nuovo video. Come nasce questa scelta e questa idea?

Andrea!(…sto rinascendo) tra le 251 canzoni che ho composto dal 1994 ad oggi è il mio figlio preferito! Perché per me le mie canzoni sono “come figli”. L’ho presentata alle selezioni di Musicultura nel 2017. Per l’esattezza è la 9°canzone che ho composto nella mia vita; ho scritto il testo nel 2002, l’ho musicata nel 2004, risistemato il testo nel 2006 e pubblicata per la prima volta nel 2007 come mio primo vero singolo di lancio, tanto è vero che allora venne presentato il videoclip con un intervista speciale andata in onda su SKY.

Il nuovo videoclip nasce dal comune accordo tra me, il mio produttore “Marco Bianchetti” e la AEKO Recording di Palermo di scegliere come singolo di punta proprio la mia canzone più importante e più rappresentativa. Ho volutamente voluto girare il video nella stessa location del 2007, “La Scogliera di Palermo”. Una bellissima spiaggia a cui sono molto legato perché i miei genitori sin da piccolo mi portavano a mare qui. Nel tempo è diventata il mio rifugio.

Quando vivevo a Lourdes il mio rifugio era andare alla Grotta a trovare la Madonnina invece da sempre il mio rifugio Palermitano è “La Scogliera”. “U’ mari” come si dice in Siciliano è quel posto che mi rigenera ed è per questo che abbiamo scelto di condividere col pubblico questa meravigliosa location; ripercorrendo un po’ alcuni miei momenti di vita reale, ovvero portare la mia chitarra o l’ukulele e suonarli davanti u’ mari. Ho voluto portare con me alcuni degli affetti che hanno caratterizzato un po’ la mia vita, come un foulard o un anello di mia madre che è scomparsa dal 2002, la foto con mio fratello e l’annesso bigliettino giallo in cui mi chiese nel 2016 di divenire il suo “Testimone di nozze” e tante altre cose importanti che per i più attenti han già visto nei precedenti video.

Cosa ti ha spinto e come si arriva a realizzare un best of? Possiamo chiamarlo così?

Un BEST OF è stato il regalo che ho voluto fare a me stesso ed a tutte le persone che musicalmente mi seguono dal 2003 al 2016 (anno di uscita); un piccolo punto della situazione della mia vita artistica raccontato attraverso le 39 canzoni che più mi rappresentavano, proponendo anche alcune chicche mai pubblicate prima; come la prima versione di “Senza Te”, versione rock che piacque ad Angelo Avarello dei Teppisti dei Sogni e lo spinse a presentarmi alle selezioni di Sanremo Giovani 2016 con lo stesso brano riarrangiato e con il testo riscritto personalmente da lui.

Dov’è scritto che i Best Of li debbano fare solo i Vip? Anche Gabbani ha fatto un Greitist Iz nel 2014 quando invece divenne noto solo due anni dopo con Sanremo Giovani. Sono scelte artistiche e personali, a prescindere dal pensiero degli altri. Io tendo sempre a far quello che mi fa stare bene, anche questa è libertà.

 
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Autore dell'articolo: Marco Vittoria