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Fake news, il dossier dell’Agcom

         
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Fake news, il dossier dell’Agcom. “News vs fake nel sistema dell’informazione” è il titolo del report dell’Autorità per le comunicazioni sulle bufale

La presentazione del documento sulle fake news è quinto appuntamento del Ventennale dell’Agcom organizzato dal commissario Mario Morcellini.

Un primo dato importante balza agli occhi: il 57% degli argomenti falsi riguarda la politica, il 20% tempi di carattere scientifico.

L’indagine conoscitiva ha presupposto l’impiego di una metodologia sperimentale, incentrata sull’utilizzo e l’integrazione di una molteplicità di fonti di dati:

  • testate informative,
  • fonti di disinformazione,
  • giornalisti,
  • cittadini/fruitori di notizie.

Nel Rapporto Agcom si legge:

Più volte l’Autorità ha osservato come, a livello nazionale e globale, fenomeni patologici di disinformazione, tendano ad annidarsi lì dove il sistema dell’informazione fallisce.

E’ in questo contesto che i cittadini rischiano di affidarsi sempre più a fonti informative alternative e non qualificate, che sono spesso alla base di strategie di disinformazione.

Ricerca di informazioni (fake news o reali) che sono in crescita esponenziale nel 2018

Un ampliamento di offerta informativa legata almeno a due fatti:

  • di natura ricorrente (stagionalità), che si manifesta nella riduzione subita ogni anno dal volume informativo nel periodo estivo;
  • di carattere contingente (ciclo politico), che si rinviene nell’incremento di informazione prodotta in concomitanza del periodo che copre la campagna elettorale.

Offerta informativa che risulta diversa dalla domanda anche in relazione agli argomenti: le “hard news” (politica, cronaca, esteri) e le notizie di “cultura e spettacolo” c’è un eccesso di offerta.

Al contrario per le categorie legate all’informazione specializzata, “scienza e tecnologia” in particolar modo, presentano, viceversa, un eccesso di domanda.

L’attuale proposta informativa appare, quindi, carente soprattutto nell’offerta di contenuti più specializzati o di nuovo interesse.

Questi elementi hanno portato l’Agcom a evidenziare come il nostro è un “sistema nazionale che soffre la presenza di un volume di contenuti fake” che:

  • sembra essersi assestato su un valore mediamente più alto rispetto al passato,
  • ha raggiunto il livello massimo durante l’ultimo ciclo politico, in corrispondenza delle elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Ma cosa caratterizza una fake news? Principalmente, secondo l’indagine conoscitiva, sono due gli elementi:

  • la pressochè totale assenza di anticipazioni sui fatti oggetto della notizia falsa;
  • una durata sensibilmente inferiore rispetto al ciclo di vita di una notizia reale.

Elementi che sono una chiara spia di un sistema che spinge verso la disinformazione che, a sua volta, diventa virale con l’inconsapevole aiuto del lettore che le condivide sui suoi profili social.

Le piattaforme online infatti sono, attualmente, i canali preferenziale per la diffusione delle fake news che si traduce con gli argomenti più colpiti dalla disinformazione:

il 57% della produzione di contenuti fake riguarda argomenti di politica e cronaca, mentre circa il 20% tematiche di carattere scientifico;

l’analisi testuale delle fake news prodotti dai siti di disinformazione nel 2018 conduce a individuare 9 argomenti principali:

  • politica,
  • diritti,
  • economia,
  • salute e ambiente,
  • famiglia e fede,
  • cronaca,
  • esteri,
  • scienza,
  • immigrazione.

 

Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.