Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi, un nuovo museo a lui dedicato

 

Giacomo Leopardi, un nuovo museo a lui dedicato nella natia Recanati.

Recanati, stupenda città che dall’alto scruta col suo meraviglioso centro storico l’intera vallata e guarda il “Colle dell’infinito” di leopardiana memoria.

Chi ha avuto la fortuna di visitarla infatti ne apprezza non solo ogni angolo, ma anche le numerose iniziative culturali che vi si svolgono durante tutti i periodi dell’anno.

Ogni forma di arte viene quindi toccata e portata a disposizione di quanti si recano a Recanati.

La grande sinergia scaturante dalle diverse associazioni, porta il visitatore a gustare ogni forma di spettacolo.

Con grande equilibrio le diverse discipline, poesia, narrativa, danza, musica, teatro, spettacoli di ogni genere fanno inoltre di Recanati una vera e propria cittadella dell’arte.

Naturalmente, la maggioranza dei visitatori è attratta dalla curiosità di poter visionare luoghi ed opere originali del grande poeta Giacomo Leopardi.

Giacomo Leopardi – la storia in breve

Il suo vero nome completo è  Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi.

Nato a Recanati il 29 giugno 1798, Giacomo morì improvvisamente a  Napoli, 14 giugno 1837, dove fu sepolto e riposa accanto alla tomba dell’altro grande poeta Virgilio.

Sua sorella a tal proposito, lo salutò con la celebre frase “Addio caro Giacomo: quando ci rivedremo in Paradiso?

La sua casa, principale meta di turismo culturale, fa registrare dunque un enorme numero di visitatori, anche perché il palazzo della famiglia è ancora un luogo vivo ed abitato dai rampolli del casato Leopardi.

In essa inoltre esistono opere autentiche, manoscritti, spaccati di vita famigliare, fotografie e, soprattutto una biblioteca di otre 20.000 volumi, unica nel suo genere.

Essa rappresenta ancora la prova della famose “sudate carte” del poeta e della famiglia, che ne leggeva ben 4 libri al giorno.

Gli argomenti inoltre vertevano tutto lo scibile umano, tanto che si dice che Giacomo Leopardi parlava ben nove lingue.

La contessa Olimpia Leopardi oggi è  anche la principale responsabile e, si direbbe, depositaria dell’intera cultura derivante dalle opere di Giacomo Leopardi.

Dalle opere di quest’ultimo traspare una linea pessimistica di visione della vita e dei suoi accadimenti.

Oggi, però, c’è la tendenza alla loro rivalutazione, alla ridiscussione di questo suo pessimismo, attraverso una più attenta analisi scientifica dei numerosi scritti e della sua vita.

Giacomo Leopardi – il nuovo museo a lui dedicato

La recente notizia che la famiglia ha deciso l’apertura di un nuovo museo che sfrutta i più  moderni mezzi tecnologici per rendere più vivibile ed accessibile l’intero patrimonio artistico del casato Leopardi, non può qundi che rendere onore ed orgoglio alla Città di Recanati ed all’intera cultura ottocentesca italiana ed europea.

Il  nuovo museo inoltre ci  racconta la vita del poeta, con tanti oggetti a lui cari, amorevolmente custoditi nei secoli dai suoi discendenti, nelle stanze del palazzo dove è nato e cresciuto.

La nuova realizzazione ha quindi come fine precipuo la volontà di andare incontro alle esigenze e agli interessi del pubblico.

La nuova esposizione permanente si propone inoltre di soddisfare il desiderio dei visitatori di entrare in contatto diretto con “l’uomo” Giacomo.

Come?

Semplicemente incontrandolo nei suoi oggetti personali, nei libri e negli ambienti a lui più cari, negli aneddoti familiari, nelle sue ‘sudate carte’.

E ovviamente nel pensiero e nelle opere più note, prima fra tutte “L’Infinito”.

Non è proprio il caso dunque di elencare le sue numerose poesie.

I suoi canti, che vengono commentati non solo da tanti studiosi, costituiscono soprattutto l’anima della cultura sui banchi di scuola.

Stupendo il titolo del nuovo museo “Io nel pensier mi fingo”.

Ovvero una realtà virtuale rivissuta anche con immagini e tecnologie moderne, che vale la pena di visitare.

Non certo per sostituirle ai documenti esistenti, ma per sentire ancora nuove più poliedriche sensazioni che solo la poesia sa dare.

E ovviamente altresì per conoscere l’intera vita del poeta in nuovi aspetti.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria