Il piccolo Evan già ricoverato a Luglio per fratture

         
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Il piccolo Evan già ricoverato a Luglio per lesioni e fratture. La morte di Evan Giulio Lo piccolo, il bimbo di 21 mesi deceduto lunedì della scorsa settimana, presso l’ospedale Maggiore di Modica in Sicilia  ha sicuramente destato molto scalpore nell’opinione  pubblica. Quando muore un piccino così innocente e indifeso è sempre una tristezza infinita per il mondo intero. Ci si aspetta, che i pargoli debbano avere protezione, affetto e sicurezza dalla società, ma spesso non è così. E non ci dobbiamo fare meraviglia se molti bambini “maltrattati” come Evan non riescono poi ad avere il futuro, che meritano. Le indagini non ancora concluse hanno evidenziato all’interno del nucleo familiare del bambino una storia di maltrattamenti ripetuti.   Forse hanno condotto il povero innocente all’arresto cardio circolatorio, quel 17 Agosto scorso. Ma non solo, Evan era stato già ricoverato precedentemente per le percosse ricevute.

Il piccolo Evan…già ricoverato in un ‘altro ospedale

Evan Giulio Lo piccolo poteva essere salvato? Il bambino era stato ricoverato il 6 Luglio presso l’ospedale Trigona di Noto. Evan era arrivato presso la struttura sanitaria con una frattura alla clavicola.  In occasione di quella degenza presso il reparto di Ortopedia,  i sanitari rilevarono sul suo corpicino estesi ematomi, ecchimosi e lividi. Gli specialisti inoltrarono presso la locale tenenza dei carabinieri di Rosolini, il referto medico. I militari dell’arma avviarono subito un’indagine sulla madre di Evan, Letizia Spatola di 23 anni. Ma non solo,  il bambino era stato ricoverato altre due volte per altre lesioni. Il 27 luglio per una frattura scomposta del femore, tumefazione all’anca e al ginocchio destro. Episodi troppo ravvicinati e cruenti per non destare sospetto nelle forze dell’ordine e nel padre del piccolino.

Ritardi della giustizia?

Tuttavia, e lo dico con rammarico perché nutro ancora molta fiducia nella giustizia, e credo che il nostro sistema tutto sommato sia uno dei più efficaci al mondo. Il ritardo con cui, gli organi competenti hanno trasmesso la denuncia del padre del bambino ha messo la lente su un problema ancora più ampio.   E cioè la velocità di intervento in casi estremi di maltrattamento dei bambini. La querela partita il 6 Agosto da Stefano 26 anni, il padre naturale di Evan è giunta in procura solo il 22 Agosto. Nel frattempo, come confermato dai magistrati, l’incartamento era fermo in attesa di essere messo in spedizione. Solo giorno 14 Agosto e cioè ben 12 giorni dopo, per poi essere spedito il 17 Agosto. Questi 15 giorni avrebbero potuto fare la differenza nella vita di Evan? Se lo chiede sicuramente Stefano Lo piccolo privato del suo bene più caro.

E poi ancora…..

Da tempo Stefano Lo piccolo cercava di portare all’attenzione della giustizia, il caso del suo bimbo maltrattato. E soprattutto la situazione di pericolo in cui viveva il figlioletto. Le indagini nella casa di Modica dove il bambino viveva con la madre e il patrigno hanno evidenziato altro. Gli investigatori hanno trovato la presenza di sangue sul cuscino e nella culla di Evan. Letizia Spatola era già sotto il mirino degli inquirenti per maltrattamento. Forse allora occorrerebbe portare anche all’attenzione dei legislatori casi di questo genere. Che siano da monito per velocizzare l’aiuto a questi bambini ed evitare ancora altre morti di innocenti.

 

 

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Autore dell'articolo: Vittoria Seminara

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Salve, mi chiamo Vittoria Seminara, scrivo da quando avevo 12 anni. Ho pubblicato 5 libri, tutti premiati a livello internazionale. Il mio motto di battaglia è Vi Veri Veniversum vivus Vici, di Curzio Rufo, Con la forza della verità in vita ho conquistato l'universo.