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Italia, mercato del lavoro in epoca Covid: i giovani e le donne i più colpiti

         
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Il calo dell’occupazione nel mercato del lavoro coinvolge soprattutto i giovani e le donne. Mercato del lavoro, in Italia situazione in miglioramento? Perché, effettuando un’analisi, se si perdono 2 milioni di posti di lavoro e poi la crescita di 4 punti ne fa recuperare circa 900.000. Vuol dire che lasciamo per strada più di un milione di disoccupati  e tra cui molti giovani laureati.  Si tratta di dati preoccupanti che invertono un ciclo di relativa tenuta riscontrata nei mesi precedenti, dovuta sia alla ripartenza produttiva dopo il lockdown d’inizio anno, sia al blocco dei licenziamenti.

Il quadro che abbiamo non è certo confortante: più ci saranno chiusure e limitazioni per le attività commerciali e più si amplierà quel senso di incertezza che caratterizza il mondo del lavoro, soprattutto autonomo.  Abbiamo perso più di 200 mila lavoratori autonomi, di cui un terzo almeno appartenente alle professioni intellettuali. Il vero punto di riferimento della piccola media impresa. I prossimi mesi ci vedranno nuovamente impegnati con la gestione degli ammortizzatori sociali, speriamo davvero che questa volta si accettata la nostra proposta di semplificazione degli ammortizzatori.

Mercato del lavoro, Il crollo degli occupati continuerà anche il prossimo anno

L’occupazione scende a 945mila unità.  Scrive l’Istat: «Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione – registrate dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino a gennaio 2021– hanno determinato un crollo dell’occupazione rispetto a febbraio 2020 (-4,1%, pari a -945mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti (-590mila) e autonomi (-355mila) e tutte le classi d’età. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 2,2 punti percentuali. Nell’arco dei dodici mesi, crescono le persone in cerca di lavoro (+0,9%, pari a 21mila unità), ma soprattutto gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,4%, pari a 717mila)».

Un disastro generalizzato

Chiudere tutto. i servizi turistici, la ristorazione, servizi personali ha portato alla demolizione d’interi settori produttivi. Abbiamo anche una crescita degli inattivi, + 5,4%, gente che non cerca lavoro perché non sa dove ottenerlo. La sfiducia sta vincendo, in mezzo ad una pubblica amministrazione e forze dell’ordine interessati solo al lockdown e non al suo superamento.  Abbiamo distrutto un milione di posti di lavoro, ed ancora c’è il blocco dei licenziamenti. Non solo, abbiamo distrutto miliardi d’investimenti privati, perché gli imprenditori che hanno chiuso hanno visto azzerato il proprio capitale. Il tutto mentre la Svizzera ha riaperto quasi tutto in piena libertà e vede un’incidenza di morti molto inferiore alla nostra.

 

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Autore dell'articolo: Giuseppe Macri

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