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Mercato del lavoro, in Italia situazione in miglioramento?

Cala la disoccupazione, anche quella giovanile; risale il tasso di occupazione, mentre si riduce il numero di persone che cercano lavoro. Leggendo le statistiche, sembra che la situazione in Italia stia (seppur lentamente) migliorando, ma la percezione comune dice tutt’altro: proviamo allora a capire qual è il quadro del mercato del lavoro nel nostro Paese.

I dati dell’Istat

Partiamo innanzitutto dai dati ufficiali resi noti dall’Istat: nell’ultimo aggiornamento tendenziale, l’istituto di ricerca rivela che la disoccupazione nazionale è scesa al 10,9 per cento, tornando ai minimi da agosto 2012; in discesa anche le persone in cerca di occupazione, calate di 49 mila unità in un solo mese e di ben 143 mila in un anno (quasi il 5 per cento in meno tra 2017 e 2018). In totale, nel nostro Paese si contano 2 milioni 835 mila disoccupati.

È boom per il lavoro a tempo determinato

A ben vedere, però, questi risultati derivano in larga parte dall’aumento dei dipendenti a tempo determinato, che a febbraio scorso ha raggiunto un nuovo record nazionale, arrivando a sfiorare la soglia dei 3 milioni di italiani “coinvolti”; come spiega l’approfondimento sul sito avvocato accanto, all’interno di questa ampia categoria di lavoro a tempo rientrano anche tipologie come il lavoro a chiamata, la somministrazione e l’apprendistato.

Aumentano i contratti a termine

Secondo l’Istat, rispetto allo scorso anno la crescita dell’occupazione registrata “si concentra esclusivamente tra i lavoratori a termine (+363 mila), mentre i permanenti rimangono stabili e calano gli indipendenti (-255 mila)”. Un altro dato su cui riflettere è quello dell’età dei lavoratori: “aumentano soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+292 mila) ma anche i 15-24enni (+36 mila), mentre calano i 25-49enni (-219 mila)”.

Un giovane su tre non lavora

Non è un caso, dunque, che il tasso di disoccupazione dei giovani sia tornato a salire nel mese di febbraio, segnando un aumento di 0,3 punti percentuali e passando dal 32,5 di gennaio al 32,8 per cento. Ovvero, nonostante le “sensazioni” positive in Italia più di un giovane su tre non trova lavoro, senza dimenticare l’altrettanto pesante quota dei NEET, ovvero i giovani under 30 che non sono impegnati in percorsi di studio e che restano inattivi dal punto di vista occupazionale.

Poletti guarda gli aspetti positivi

Insomma, la situazione migliora ma il mercato del lavoro in Italia non cambia ancora marcia; da parte sua, il ministro (uscente) del Lavoro Giuliano Poletti dà una lettura ottimistica dei dati, dicendo che “prosegue il percorso di stabilizzazione del mercato del lavoro, che dalla metà dello scorso anno registra un numero complessivo di occupati superiore ai 23 milioni”, con “variazioni tendenziali del numero degli occupati sono positive per tutte le classi di età”.

Le critiche del M5S

Di contro, il “potenziale” ministro del Lavoro indicato dal MoVimento 5 Stelle, il professore Pasquale Tridico, mette in luce gli aspetti negativi della situazione, sottolineando come nonostante “il leggerissimo aumento congiunturale dell’occupazione” il quadro generale “rimane molto negativo”, a causa di un calo complessivo dell’occupazione nel primo trimestre 2018 a cui si accompagna l’aumento degli inattivi. L’analisi del professore associato di Politica economica a Roma Tre si conclude con parole molto critiche: “La situazione del mercato del lavoro italiano è molto stabile e caratterizzata innanzitutto da livelli assoluti molto negativi: un tasso di occupazione (il vero termometro del mercato del lavoro) inchiodato al 58%, un livello di inattività troppo alto, ed una crescita dell’occupazione su base annua che si concentra esclusivamente tra i lavoratori a termine (+363 mila), e quindi non una buona notizia”.

 
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Autore dell'articolo: Gianluca Bottiglieri


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