‘Ndrangheta: offerte di lavoro in Lombardia

         
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Le mafie in Lombardia e, in particolare, la ‘ndrangheta riescono anche ad ottenere “una sorta di ‘consenso sociale’ presentandosi all’esterno come soggetto in grado di offrire lavoro, risorsa oggi particolarmente apprezzata”.

Lo si legge nella relazione annuale della Direzione nazionale antimafia e nello specifico nella parte dedicata al ‘distretto di Milano’ e alle inchieste più recenti dei magistrati della Dda milanese, guidati da Ilda Bocassini.

Purtroppo, si legge nel capitolo redatto dal consigliere della Dna Maurizio Romanelli, “l’infiltrazione della ‘ndrangheta nei settori imprenditoriali” oltre a rappresentare “una fonte di guadagno immediato, e ad alimentare così la realizzazione di ulteriori attività criminali, crea fortissimi danni al mercato legale”. Le imprese infiltrate dai clan trovano il loro vantaggio “nell’utilizzazione di materiali scadenti, nell’esecuzione dei lavori secondo standard molto lontani dalla regolarità, nello sfruttamento della manodopera”.

Favorita dalla crisi economica “perdurante ormai da vari anni, e dalla conseguente restrizione del credito bancario, la ‘ndrangheta riesce a porsi come interlocutore privilegiato degli imprenditori in cerca di linee di credito non convenzionali”. Riguardo al “condizionamento politico-istituzionale”, inoltre, “l’infiltrazione della ‘ndrangheta si esplica nel tentativo di acquisire appalti, nell’avvicinamento di funzionari da corrompere e nel sostegno elettorale”. In Lombardia, poi, nel frattempo anche le altre “organizzazioni mafiose italiane, nonché i sodalizi stranieri, hanno trovato i loro spazi in forza di una sorta di ‘patto criminale'”.

Pregiudizio etnico del nord Italia verso la ‘ndrangheta

Nel suo libro Passaggio a nord, lo scrittore e docente universitario Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto, scrive a proposito della ‘ndrangheta: “Già rafforzata dalla crisi di Cosa Nostra, seguita alla repressione post stragi del 1992-93, l’organizzazione calabrese ha effettuato un massiccio e tranquillo investimento di uomini e di mezzi nelle regioni più ricche e sviluppate, e segnatamente in Lombardia. Anzi, paradossalmente è andata alla conquista della Lombardia governata da vent’anni dalla Lega, così gelosa dei costumi e della cultura lombardi e così ostile a chi ‘vorrebbe venire a comandare a casa nostra’”.

Dalla Chiesa sulla ‘ndrangheta

Nel saggio, Dalla Chiesa denuncia una rimozione collettiva del fenomeno, basata su un pregiudizio etnico: “Una sorta di formula pavloviana: qui non siamo a Palermo o a Reggio Calabria. Che ospitalità potrebbe mai trovare nel nord ricco e civile una criminalità che per gestire un sequestro di persona mandava in busta chiusa l’orecchio dell’ostaggio alla famiglia, come era accaduto negli anni Settanta durante il rapimento di Paul Getty, rampollo di una delle più note dinastie industriali del mondo? L’estraneità delle regioni e delle città settentrionali al fenomeno mafioso è diventata insomma un postulato ideologico, difeso tenacemente anche di fronte all’evidenza del contrario”.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24