la depressione impedisce di iniziare la giornata con serenità

Qual’è la differenza fra tristezza e depressione?

 

Molti di noi utilizzano l’espressione “essere depressi” quando si sentono un po’ giù di tono. In realtà, esiste una bella differenza fra tristezza e depressione. Una persona è triste in reazione a qualcosa di spiacevole che ha vissuto. La depressione è invece una vera e propria malattia che causa una prostrazione psicofisica profonda. Lo specialista che lo cura è lo psichiatra.

 

La differenza fra tristezza e depressione

È essenziale conoscere la differenza fra tristezza e depressione. La tristezza è un sentimento, esattamente come la gioia, la paura o la felicità. Una persona la prova a seguito di una cattiva notizia, per esempio quando viene a sapere che è morto un amico che non si vedeva da tempo. Oppure, se il nostro partner è giù di morale per qualche motivo, o ancora se prendiamo un brutto voto a scuola o una lavata di testa dal superiore al lavoro. In tutti i casi la tristezza è un’emozione importante, che dobbiamo accettare e interpretare. Indica che il nostro sistema di attaccamento si è attivato, che noi stiamo reagendo a una situazione che causa sofferenza. La tristezza segnala che c’è qualcosa che non va e che dobbiamo cercare di portarci fuori dal disagio.

Quando siamo tristi, riusciamo comunque a trovare spazio per altre emozioni. Nella depressione, invece, non c’è spazio per altro. La depressione non è un’emozione o uno stato d’animo temporaneo, ma una condizione che perdura a lungo e che è accompagnata da altri sintomi. Secondo le linee guida del Nice – National Institute of Health and Care Excellence, l’ente inglese che valuta l’appropriatezza delle cure, nella depressione compaiono tre sintomi principali. Questi sono umore sempre basso, perdita di interesse verso qualsiasi cosa, mancanza di energia fisica e mentale. Inoltre la persona con depressione ha problemi a riposare bene, non avverte più desiderio sessuale, è soggetto a un calo di autostima, fatica a concentrarsi. La depressione vera e propria non passa da sola, ma richiede una diagnosi e l’intervento dello psichiatra.

 

Le cause della depressione

Un’altra differenza fra tristezza e depressione sta nelle cause. Una persona è triste per una ragione precisa, ma superato un periodo ragionevole ci si sente meglio. La depressione, invece, non guarisce da sola. È infatti causata dallo squilibrio di neurotrasmettitori, come la serotonina e la dopamina, responsabili del tono dell’umore. Queste sostanze regolano altre funzioni dell’organismo, come il ritmo sonno-veglia, l’appetito, il desiderio sessuale. Per questo la persona con depressione mostra alterazioni anche da questi punti di vista. La depressione può essere legata a ragioni ereditarie, ossia è più facile soffrirne se i genitori avevano questo problema. Può esserci una causa scatenante, come un lutto o uno stress intenso, o anche una malattia cronica. In altri casi una ragione vera e propria non c’è. La persona scivola nella malattia senza rendersene conto. La pandemia di Covid-19 è stata una delle cause più recenti di tanti casi di depressione.

 

Occorre l’intervento dello specialista

Mentre nella normale tristezza le parole di conforto sono utili, i tentativi di scuotere una persona depressa cadono nel vuoto. Sono anzi controproducenti, perché aumentano i sensi di colpa e peggiorano l’autostima del malato. È bene evitare frasi come “impegnati, mettici buona volontà, non hai ragioni per essere giù”. Infatti il depresso non è in grado di reagire perché ha una malattia che coinvolge la forza di volontà. Per questo è importante parlare con il proprio medico e quindi con uno psichiatra. Solo per le forme meno serie può bastare un intervento come la psicoterapia cognitivo comportamentale. Nei casi gravi, con sintomi importanti o che durano da diversi mesi servono i farmaci antidepressivi. Ne esistono di tanti tipi e solo lo psichiatra può prescrivere quello giusto. Vanno assunti con regolarità per almeno sei mesi dopo la diagnosi, senza brusche interruzione. Anche l’attività fisica e una corretta alimentazione possono essere di aiuto.

 

 

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Autore dell'articolo: Roberta Raviolo