Lancio della missione Crew-1 avvenuto con successo.
Dopo un primo rinvio che ha posticipato il lancio di 24 ore, alle ore 01:27 italiane del 16 novembre 2020, la missione Crew-1 è partita. La Crew Dragon Resilience è in rotta per la Stazione Spaziale Internazionale.
I preparativi al lancio della missione Crew-1
I preparativi per la partenza, con la vestizione degli astronauti è iniziata attorno alle 21:27 italiane. I quattro membri dell’equipaggio hanno indossato le spacesuits della SpaceX.
Questa tuta spaziale non è solo un indumento fondamentale per il supporto vitale degli astronauti, “ma fa letteralmente parte del sistema composto dalla capsula Crew Dragon”. Lo afferma Chris Trigg, manager della SpaceX per lo sviluppo della spacesuit e dell’equipaggiamento degli astronauti.
Dopo una visita di Jim Bridestine, amministratore della Nasa, i quattro astronauti sono saliti sulle Tesla Model X che dall’edifico di preparazione li porterà alla rampa di lancio.
Nel frattempo un controllo meteo aveva confermato il GO per il lancio a una percentuale del 50%.
Alle 22:40 italiane, con l’arrivo dell’equipaggio alla rampa, sono iniziati i preparativi finali che hanno visto, dopo un’ora, la chiusura dei portelloni per la pressurizzazione della capsula.
Durante questa fase è stata notata una perdita di pressione e i tecnici hanno riaperto il portellone alla ricerca del problema. Un quarto d’ora più tardi stavano già richiudendo il portellone. La perdita era causata da un piccolo detrito non ben specificato che ne impediva la corretta chiusura.
Nel mentre il meteo passava a un 70% favorevole.
Il lancio
Al momento del lancio il meteo era salito a una percentuale al 80% favorevole.
Da sottolineare che la finestra di lancio sarebbe stata istantanea; questo significa che, se al momento del lancio sarebbero sorti dei problemi, lo stesso sarebbe stato rimandato in automatico di 24 ore.
Come previsto alle 01:27 italiane si sono accesi i motori del Falcon 9.
Il primo stadio del razzo ha il compito di spingere fuori dall’atmosfera il secondo stadio con la capsula. Riesce a fare questo mantenendo una traiettoria sub-orbitale che tocca un apogeo, ovvero il punto più alto della parabola, di circa 80 km di altitudine.
Per essere precisi, non esiste un vero limite, un confine netto, fra atmosfera e spazio, bensì una omogenea è continua rarefazione dei gas. Ma a scopi pratici il limite dell’atmosfera è stato identificato con i 100 km di altitudine.
Il computer di volo, raggiunta la quota di 70 km, avvia la procedura di separazione tra i due stadi.
Questo significa che dopo 9 minuti dal lancio il primo stadio riesce ad atterrare su una piattaforma al largo dell’Oceano Atlantico.
E così è accaduto. A T+ 00:09:43, ovvero dopo 9 minuti e 43 secondi dopo il lancio, il primo stadio del falcon 9 è atterrato sulla piattaforma Just Read the Instructions.
Con molta probabilità lo stesso vettore sarà riutilizzato per la missione Crew-2, in primavera.
Così il secondo stadio si è lanciato verso l’orbita terrestre per poi liberare la Resilience a una quota di 200 km.
Malfunzionamenti a bordo della Crew-1
Da tweet recenti della Nasa sembrerebbe che ci sono problemi con il riscaldamento del propellente a bordo della Resilience. La temperatura rimane comunque stabile e l’equipaggio è al sicuro.
L’attracco con la ISS è previsto per martedì 17 novembre alle 05:00 italiane.
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