la mappa di Bennu

La mappa di Bennu, “l’asteroide dell’apocalisse”

         
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La mappa di Bennu, il Bennu global mosaic, rappresenterebbe la mappatura più dettagliata mai fatta a un oggetto celeste. I dati raccolti grazie al team capitanato dalla University of Arizona rappresenta un passo fondamentale per la missione di Osiris-Rex; la sonda avrà il compito di scendere sulla superficie dell’asteroide, raccogliere dei campioni per poi far ritorno verso la Terra.

7000 immagini per la mappa di Bennu

La sonda Osirix-Rex, utilizzando la sua PolyCam, avrebbe raccolto 7000 immagini ad alta risoluzione, ma fra queste solo 2155 sono state scelte per comporre il mosaico. Carine Bennet, ingegnere senior della squadra che ha elaborato le immagini, ha dichiarato:

Ho cercato immagini con la migliore geometria, ovvero l’angolazione migliore tra l’astronave e la parte dell’asteroide che stavamo mappando e l’angolazione migliore tra il sole e quell’area.

La raccolta dei dati è avvenuto nel periodo compreso fra marzo e aprile 2019. Mentre l’elaborazione ha occupato il team di ricercato fino allo scorso febbraio.
Questa mappatura, la migliore in termini di scala mai realizzata per un oggetto celeste, è stata utilizzata per la scelta del sito di atterraggio di Osirix-Rex. Un primo, Nightingale, e un secondo di riserva, Osprey. Qui la sonda atterrerà nel prossimo ottobre per raccogliere i campioni della superficie.

La superficie di Bennu nel Bennu global mosaic

L’importanza di Bennu

L’asteroide rappresenta un punto focale per lo studio degli asteroidi e dei Near Earth Objects. Gli asteroidi, a differenza dei pianeti, sono letteralmente “pezzi” del sistema solare primordiale. Essendo raramente venuti a contatto con altri corpi celesti, mantengono invariati da millenni la loro composizione fin dai momenti subito successivi alla nascita del sistema solare.

Oltre allo studio sulla nostra genesi, Bennu può aiutarci a capire come sono fatti e come dobbiamo comportarci di fronte alla minaccia dei Near Earth Objects. Questo oggetti spesso intersecano l’orbita terrestre e ne minacciano la sicurezza. Studiarli significa comprendere anche il modo di evitare questi impatti. Molte agenzie spaziali stanno investendo in questo campo, come l’ESA con HERA, missione congiunta con la NASA.

Lo stesso Bennu, soprannominato “asteoroide dell’apocalisse”, ha delle possibilità di impattare con il nostro pianeta in otto occasioni comprese fra il 2169 e il 2199.

Fonte foto: University of Arizona

 

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24