Lazio, Scarcelli tuona: “Mi auguro di non raggiungere l’Europa, sarebbero soldi senza investimento. Solo chiacchere e si continuano a vendere giocatori. Per il Flaminio…”
Dichiarazioni dai toni molto critici quelle pronunciate da Francesco Scarcelli in apertura della trasmissione televisiva da lui condotta, “Non Mollare Mai (The Original”). Il conduttore ha affrontato diversi temi legati al presente e al futuro della Lazio, soffermandosi in particolare sull’eventuale qualificazione alle competizioni europee, sulla situazione economica della società, sul mercato e sul progetto dello stadio Flaminio.
Scarcelli ha espresso perplessità sull’impatto che un’eventuale partecipazione all’Europa League potrebbe avere sul progetto sportivo del club, sostenendo che i ricavi derivanti dall’Europa rischierebbero di essere utilizzati principalmente per coprire le esigenze economiche della società, anziché per rafforzare la squadra.
Nel corso del suo intervento non sono mancate critiche anche sul tema dello stadio e sul progetto del Flaminio, oltre a un riferimento al Nasdaq e alle recenti operazioni di mercato della Lazio. Un intervento articolato e particolarmente diretto, che lo stesso Scarcelli ha concluso sottolineando come si trattasse della propria personale opinione. Di seguito, le sue parole:
“Mi auguro ardentemente di giungere due punti sotto la zona Europa. Perché centrare l’eventuale Europa League o Conference League, ma soprattutto centrare l’Europa League, vorrebbe dire soltanto e solamente una cosa per questa società: soldi. Non una crescita della squadra, non un investimento per il futuro. E per noi sarebbe il male assoluto. Perché vorrebbe dire che dobbiamo sorbirci questa solfa chissà per quanto tempo ancora. Perché è questo il meccanismo: due soldi dall’Europa League, qualcuno che riabbocca, che si riabbona, che torna allo stadio, qualche soldino che rientra e quindi la politica, il calcio e l’omo campa. Non caschiamoci, ragazzi. Ve lo chiedo per favore: non cadiamo nel tranello“.
“Io, personalmente, mi auguro che sia un bel campionato, che sia una bella stagione, che ci divertiamo, ma che non centriamo la zona Europa, perché non sarebbe un bene per noi. Non è che centri l’Europa e sai che hai una società pronta poi a investire. Quindi da lì si cresce: Europa League e magari si tenta poi di fare qualcosa anche in Italia, di andare a prendere qualche obiettivo importante. No. Ci sono soldi che servono per andare a parare i buchi. È venuta l’Europa League, quindi pariamo i buchi e vediamo poi come va. No. La Lazio merita questo? Poi si parla di stadio, di cose, delle medagliette che si devono attaccare in Campidoglio. Perché adesso c’è lo stadio del Flaminio e, prima delle votazioni, ci si può attaccare pure la medaglietta dello stadio della Lazio. Ma lo capiamo o no che, per quanto riguarda il Flaminio, passeranno anni?”
“Sì, ci sarà adesso l’assenso per quanto riguarda la Conferenza dei Servizi. Bene, ma lì è tutto da rifare: da rifare il progetto, da tirare su, chissà quanto tempo passerà ancora, quanti altri intoppi si troveranno. Mentre quello della Roma lo abbiamo visto: è lì lì per nascere, per essere fatto. È stato tutto fatto oramai. Qui sono solo chiacchiere, come erano chiacchiere il Nasdaq. Al momento il Nasdaq non ci ha portato nulla. Qua continuiamo a vendere giocatori. Si parla di dover vendere giocatori per poter fare mercato. Uno va via, uno viene ceduto e forse non si deve addirittura solo vendere per parare i buchi. Ma dal Nasdaq non è rientrata una lira, mi pare di capire, almeno fino adesso. Poi qualcuno ci smentirà. Ripeto: questo è il mio pensiero“.
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