Le varie ipotesi sulla morte di Viviana Parisi e Gioele

         
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Tante sono le ipotesi sulla morte di Viviana Parisi e Gioele. Il bimbo morto assieme alla mamma Viviana Parisi, la Dj di 43 anni , che il giorno 3 Agosto scorso è scomparsa con il figlioletto presso le campagne di Caronia, in provincia di Messina. Proprio ieri, anche il corpicino del piccino di soli 4 anni è stato rinvenuto semi spolpo non molto distante al ritrovamento del cadavere di Viviana. Una tragica storia, ma ancora senza un perché. Prende sempre più corpo per gli inquirenti, l’ipotesi dell’omicidio –  suicidio. Secondo le forze dell’ordine Viviana, che aveva già tentato il suicidio aveva intenzione di riprovarci nuovamente. Questa volta voleva portare con se anche Gioele. Un gesto disperato  , e per questo aveva deciso di dimenticare a casa di proposito anche il telefonino. Nel tentativo, forse di non essere rintracciata. L’incidente in autostrada deve poi averle fatto cambiare idea. In lei ha prevalso l’istinto di conservazione?

Tra le varie ipotesi….anche la malattia mentale

Non lo sappiamo ancora esattamente cosa sia successo. Quello che è certo è che Viviana soffriva di paranoia e accusava crisi mistiche . E’ quello che hanno documentato i medici dell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, il 17 Marzo scorso. Un secondo certificato attestante un quadro clinico, con problemi di natura psichica era stato compilato a fine Giugno dallo stesso ospedale. In concomitanza al suo tentativo di suicidio. La donna teneva quei documenti all’interno della sua autovettura, l’Opel corsa coinvolta nell’incidente. E’ probabile, che quel giorno dopo l’impatto Viviana fosse confusa e sotto forte shock, come hanno anche confermato l’imprenditore milanese e la moglie testimoni dell’impatto. A quel punto Viviana potrebbe avere strangolato Gioele e poi deciso di seppellirlo. Questo lo stabilirà con certezza l’autopsia.

 Ipotesi sulla morte di Viviana Parisi e Gioele la teoria investigativa

Disperata forse per quello che aveva fatto,  Viviana ha cercato un dirupo per buttarsi. Alla fine ha scorto il traliccio dell’Enel , prima si arrampicata e poi si è gettata nel vuoto. La sua morte è stata immediata. La perdita del calzino  e della scarpa del piccolo, invece risultano compatibile con l’incidente. Questa è versione investigativa su cui stanno lavorando gli inquirenti coordinati dal Procuratore della Repubblica di Patti, Angelo Cavallo. Ma per essere sicuri occorrerà aspettare altri esami istologici, sui due corpi rinvenuti. La magistratura, quindi ha già scartato sia la pista della violenza a sfondo sessuale,  che l’aggressione da parte di animali.

I servizi sociali e le malattie mentali

Le indagini della magistratura sono volte anche a capire come mai Viviana con il suo stato di salute avesse così ” tanta libertà” nel gestire la propria vita e quella del figlio. Le forze dell’ordine nei prossimi giorni sentiranno i servizi sociali per capire se la donna seguisse una  qualche particolare  terapia. Curiosamente, Daniele Mondello papà di Gioele e marito di Viviana non crede alla tesi del suicidio- omicidio. Lo ha fatto sapere attraverso i suoi legali. La ditta per cui lavorava come autista di navetta adibita al trasporto di clienti , al cimitero di Messina, l’aveva lasciato a casa dopo l’emergenza Covid 19., in cassa integrazione. Sicuramente,  una preoccupazione in più per Viviana.

Malattia mentale e pregiudizio

Intorno alle malattie mentali poi c’è sempre molto pregiudizio. Siamo così abituati a sentirle associate a casi di cronaca da pensare, che tutti i disabili mentali siano potenzialmente pericolosi. Non è così, occorre un’informazione maggiore. E’ da ricordare, che molti malati psichici non  solo , non sono pericolosi per la società. Molti sono anche utili o lavorano. E sopratutto con i farmaci riescono a condurre una vita quasi normale. Non lo dimentichiamo mai.

Fonte foto : Facebook Profilo Daniele Monedello

 

 

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Autore dell'articolo: Vittoria Seminara

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Salve, mi chiamo Vittoria Seminara, scrivo da quando avevo 12 anni. Ho pubblicato 5 libri, tutti premiati a livello internazionale. Il mio motto di battaglia è Vi Veri Veniversum vivus Vici, di Curzio Rufo, Con la forza della verità in vita ho conquistato l'universo.