Milan-Lecce 3-0: Pulisic, Rabiot e Moreira rilanciano Amorim

Il Milan torna alla vittoria battendo il Lecce 3-0 a San Siro. Christian Pulisic sblocca la partita al 14’, Adrien Rabiot raddoppia al 61’ e Diego Moreira, entrato dalla panchina, chiude i conti al 73’. Una prestazione convincente che porta i rossoneri a 11 punti, al quinto posto e a due lunghezze dalla vetta.

Il Milan ritrova il successo e, soprattutto, ritrova fluidità. Dopo i pareggi contro Juventus e Lazio e la sconfitta europea contro il Benfica, la squadra di Ruben Amorim risponde con una delle prestazioni più complete di questo avvio di stagione.

Il 3-0 sul Lecce racconta una partita controllata dai rossoneri attraverso il possesso, ma non soltanto. La principale novità è nella capacità di attaccare lo spazio senza palla, elemento sul quale Amorim aveva lavorato dopo aver visto una squadra troppo statica nelle precedenti uscite.

Il primo gol di Pulisic è quasi la fotografia di questo cambiamento. Il secondo nasce invece da una combinazione rapida nello stretto, mentre il terzo arriva quando la partita si apre e Diego Moreira può sfruttare velocità e uno contro uno.

Il Lecce resta in partita fino all’intervallo, ma crea troppo poco per mettere realmente sotto pressione Maignan. Dopo il raddoppio di Rabiot la resistenza della squadra di Eusebio Di Francesco diminuisce e il Milan può gestire il finale senza particolari affanni.

Pulisic attacca la profondità e sblocca subito il Milan

Il piano tattico della partita emerge già nei primi minuti. Il Milan tiene maggiormente il pallone, mentre il Lecce prova a schermare la costruzione rossonera e abbassarsi con Pierotti sulla linea dei centrocampisti.

La differenza rispetto alle precedenti uscite del Milan è però nei movimenti.

Al 14’ Pavlović vede lo spazio alle spalle della linea difensiva e verticalizza. Christian Pulisic legge perfettamente la situazione, attacca la profondità, controlla il pallone con grande qualità e anticipa Falcone con il sinistro.

È 1-0 Milan, con assist di Pavlović.

Il gol permette alla squadra di Amorim di giocare con maggiore tranquillità. Modrić detta i tempi, Rabiot accompagna l’azione e Pulisic continua a muoversi tra le linee senza offrire punti di riferimento.

Il Lecce mantiene una certa compattezza, ma fatica ad accompagnare le proprie ripartenze. I giallorossi arrivano raramente dalle parti di Maignan e soprattutto non riescono ad attaccare con continuità la profondità.

Prima dell’intervallo il Milan avrebbe anche le situazioni per aumentare il vantaggio, ma manca precisione nell’ultima giocata. Si va così al riposo sull’1-0.

Pavlović segna ma è in fuorigioco, poi Rabiot trova il raddoppio

Di Francesco prova immediatamente a modificare qualcosa inserendo Paco Esteban per Štulić al 46’, ma lo spartito della partita cambia poco.

Il Milan continua a comandare il possesso e soprattutto trova sempre più facilmente spazio tra centrocampo e difesa.

Al 56’ arriva anche il possibile raddoppio: Rabiot mette il pallone al centro e Pavlović trova la rete, ma il gol viene annullato per fuorigioco.

È soltanto un rinvio.

Al 61’ il Milan costruisce probabilmente l’azione più bella della serata. Pulisic partecipa allo sviluppo, Rabiot dialoga con Gonçalo Ramos e il portoghese, invece di cercare la conclusione, restituisce il pallone al centrocampista francese.

Rabiot arriva davanti a Falcone e firma il 2-0 con il sinistro.

Una rete costruita in pochi tocchi che evidenzia esattamente ciò che Amorim chiedeva: mobilità, scambi di posizione e capacità di accelerare dopo aver attirato il Lecce.

L’assist viene attribuito a Gonçalo Ramos.

Moreira entra e impiega quattro minuti per chiudere la partita

Sul 2-0 Amorim sfrutta la profondità della propria panchina.

Intorno al 69’-70’ escono Pulisic e Saelemaekers ed entrano Ruben Loftus-Cheek e Diego Moreira. È proprio il belga a lasciare immediatamente il segno.

Al 73’ Moreira recupera campo, attacca la difesa del Lecce, entra nell’area e supera Falcone per il 3-0.

La giocata nasce dopo un coinvolgimento di Gonçalo Ramos, anche se l’attribuzione dell’assist sul terzo gol non è uniforme tra i diversi database. Il dato certo resta l’impatto di Moreira: entra e dopo pochi minuti mette definitivamente al sicuro la partita.

Amorim completa poi le rotazioni con Musah e Bartesaghi al 76’ per Modrić ed Estupiñán e con Camarda nel finale al posto di Chukwueze.

Di Francesco, dopo Esteban nell’intervallo, prova a dare nuove energie inserendo contemporaneamente Ngom e Fatah intorno al 70’, quindi N’Dri nel finale.

I cambi, però, non modificano l’inerzia della partita.

Non risultano rigori, espulsioni o pali. L’unico ammonito è Danilo Veiga al 58’. Non emergono inoltre infortuni avvenuti durante la gara tali da condizionare sostanzialmente lo sviluppo del match.

La chiave della partita: il Milan non muove soltanto il pallone, muove gli uomini

Il dato più evidente è il possesso: il Milan termina con circa il 69% contro il 31% del Lecce.

I rossoneri chiudono inoltre con 10 tiri contro 6, 4 conclusioni nello specchio contro 3 e due corner contro i tre degli ospiti.

Ancora più significativo è il dato degli expected goals. Sofascore registra 1,93 xG per il Milan e appena 0,17 per il Lecce, una distanza che fotografa meglio dei soli tiri la differenza nella qualità delle occasioni prodotte.

Anche nella circolazione del pallone il divario è netto: un database statistico registra una precisione dei passaggi vicina al 91% per il Milan contro l’82% del Lecce.

Non è però il possesso, da solo, a spiegare il 3-0.

La vera differenza rispetto alle precedenti partite del Milan è rappresentata dai movimenti senza palla.

Amorim concede maggiore libertà ai propri giocatori e abbandona per lunghi tratti una struttura troppo rigida. Pulisic può accentrarsi o attaccare la linea, Rabiot accompagna maggiormente l’azione, Saelemaekers si muove tra le linee e Ramos viene incontro per creare spazio agli inserimenti dei compagni.

Proprio da questi movimenti nascono i primi due gol.

Il Lecce, al contrario, riesce in alcuni momenti a occupare correttamente gli spazi, ma quando recupera il pallone non riesce quasi mai a trasformare la riconquista in una vera transizione offensiva.

È il limite principale della sua partita.

Non è disponibile da una fonte sufficientemente uniforme un pacchetto completo delle statistiche separate del secondo tempo con possesso, passaggi, tiri e xG di entrambe le squadre. È quindi preferibile non ricostruire artificialmente quei numeri.

Pulisic è il volto del nuovo Milan, Moreira cambia ancora una partita dalla panchina

Il MVP della partita è Christian Pulisic, voto 7,5.

L’americano non segna soltanto il gol che apre la gara. Si muove continuamente, attacca gli spazi e partecipa anche alla costruzione dell’azione del raddoppio. Il Milan aveva bisogno di un giocatore capace di dare imprevedibilità alla propria fase offensiva e Pulisic interpreta perfettamente il compito.

Molto positiva anche la prestazione di Adrien Rabiot, 7. Il francese dà fisicità al centrocampo, accompagna l’azione con continuità e trova il gol del 2-0.

Pavlović, 7, firma l’assist del vantaggio e partecipa con personalità alla costruzione. Troverebbe anche il gol nella ripresa, cancellato però dal fuorigioco.

Diego Moreira, 7, conferma invece una qualità sempre più preziosa: entrare dalla panchina e incidere immediatamente.

Tra i giocatori del Lecce, Gallo e Monteiro provano a dare qualcosa sulle corsie, ma complessivamente la squadra fatica soprattutto nella metà campo offensiva.

La serata più difficile è quella di Siebert, sorpreso dal movimento di Pulisic in occasione dell’1-0. Anche il centrocampo formato da Ilić, Maleh e Coulibaly riesce raramente a trasformare il recupero del pallone in un’uscita pulita.

Nel complesso il Milan merita 7,5: controlla, crea e soprattutto mostra soluzioni offensive più varie.

Il Lecce si ferma a 5: la differenza tecnica con l’avversario esiste, ma il problema principale è la scarsa pericolosità prodotta quando si presenta la possibilità di ripartire.

Amorim dopo Milan-Lecce: “La libertà dei giocatori ha fatto la differenza”

Nel dopogara Ruben Amorim sottolinea proprio l’aspetto che più emerge dalla prestazione rossonera: una squadra meno rigida e capace di muoversi con maggiore libertà.

“La libertà dei giocatori, il movimento e soprattutto gli inserimenti da dietro hanno fatto la differenza”.

Il tecnico spiega che nelle precedenti partite il Milan era rimasto troppo bloccato nelle posizioni. Contro il Lecce, invece, la squadra non si limita a gestire il pallone ma attacca maggiormente lo spazio e diventa pericolosa anche attraverso le corse alle spalle della difesa.

Amorim riconosce inoltre che Inter e Roma hanno meccanismi più consolidati, avendo avuto più tempo per lavorare insieme, ma sottolinea come il Milan abbia comunque lasciato per strada meno punti di quanto possa suggerire il clima delle ultime settimane.

C’è anche un passaggio interessante su Luka Modrić. Amorim considera il croato particolarmente utile nelle partite in cui il Milan può gestire a lungo il pallone, mentre riconosce che gare trasformate in continue transizioni possono essere meno adatte alle sue caratteristiche.

La considerazione più importante riguarda però l’identità tattica: Amorim chiarisce di voler conservare principi riconoscibili senza trasformarli in una gabbia. Il Milan potrà tornare a costruire a tre, ma deve avere più di una soluzione per affrontare avversari capaci di adattarsi rapidamente.

Di Francesco: “Siamo stati accesi a intermittenza”

L’analisi di Eusebio Di Francesco è molto più critica.

“Oggi siamo stati accesi a intermittenza e non ce lo possiamo permettere”.

L’allenatore del Lecce individua soprattutto due problemi: la scarsa aggressività nella riconquista e la quasi totale assenza di attacchi alla profondità.

Di Francesco riconosce che la sua squadra era inizialmente preparata bene dal punto di vista delle pressioni, ma con il passare dei minuti ha finito per abbassarsi troppo.

Quando il Lecce riusciva a recuperare il pallone, mancavano movimenti in avanti e coraggio nella giocata. Esattamente il contrario del Milan.

Il tecnico torna anche sul gol di Pulisic: la difesa aveva inizialmente un vantaggio posizionale, ma non è riuscita a scappare con la stessa velocità con cui l’americano ha attaccato lo spazio.

Nella ripresa Di Francesco vede qualche segnale migliore, ma riconosce che il 2-0 di Rabiot ha sostanzialmente tagliato le gambe alla squadra.

Le sue parole non cercano alibi nella maggiore qualità della rosa milanista. Di Francesco ammette la superiorità dell’avversario, ma chiede comunque ai propri giocatori più coraggio e maggiore consapevolezza quando affrontano squadre tecnicamente superiori.

Moreira: dalla panchina un’altra risposta ad Amorim

Tra i protagonisti del dopogara c’è inevitabilmente anche Diego Moreira.

Il belga spiega di essere felice per il gol e soprattutto per aver aiutato la squadra, riconoscendo che Amorim aveva preparato la gara pensando che potesse essere particolarmente efficace entrando nella seconda parte.

Sulla possibilità di diventare titolare, la risposta è semplice: la decisione appartiene all’allenatore.

Moreira vuole continuare a lavorare durante la settimana e dimostrare di poter essere utile indipendentemente dal ruolo e dal momento in cui viene utilizzato.

“La cosa più importante è sempre la vittoria e dare il contributo alla mia squadra”.

È un messaggio coerente con ciò che sta mostrando sul campo. Moreira aveva già inciso dalla panchina contro la Lazio e contro il Lecce ha impiegato appena pochi minuti per trovare nuovamente il gol.

Il Milan trova libertà e profondità, il Lecce deve imparare a rischiare

Il 3-0 di San Siro vale più dei tre punti perché offre ad Amorim alcune risposte che mancavano nelle ultime settimane.

Il Milan continua ad avere molto possesso, ma questa volta il pallone non diventa un fine. Diventa lo strumento per liberare gli uomini.

Pulisic attacca la profondità, Ramos viene incontro, Rabiot accompagna, gli esterni cambiano posizione. La struttura esiste, ma al suo interno i giocatori hanno maggiore libertà.

È probabilmente questa la notizia più importante della serata.

Il Milan non ha improvvisamente risolto tutti i problemi. Contro avversari capaci di pressare più in alto e costringere la squadra a continue transizioni, serviranno risposte differenti. Ma Amorim ha dimostrato di essere disposto ad adattare il sistema alle caratteristiche dei suoi uomini.

Il Lecce porta invece a casa una lezione diversa.

La squadra di Di Francesco può difendersi con ordine, ma contro avversari di questo livello non basta occupare correttamente gli spazi. Serve minacciare la profondità, costringere la difesa avversaria a correre all’indietro e avere maggiore coraggio quando si recupera il pallone.

I 6 punti in classifica consentono ai salentini di affrontare la sosta senza allarmismi, mentre il Milan sale a 11, quinto e a soli due punti da Inter, Roma e Lazio, tutte a quota 13.

Amorim può quindi andare alla sosta con una certezza in più: il Milan migliore non è necessariamente quello più rigido e fedele a uno schema, ma quello capace di riconoscersi nei principi dell’allenatore lasciando ai propri giocatori la libertà di interpretarli.


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Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. Amante della formula uno e appassionato dell'occulto. Sono appassionato di oroscopo mi piace andare a vedere cosa dicono le stelle quotidianamente.