Moggi: “Copelli? Dovevo rinchiudere lui nello spogliatoio” Su Rizzoli…

         
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Nonostante siano passati ormai 15 anni da Calciopoli, la vicenda continua a far discutere. La famosa inchiesta ha portato la Juventus in Serie B e alla revoca di due scudetti, di cui uno assegnato all’Inter. Lo scandalo più grande del calcio italiano è ancora una ferita aperta. Sono tanti gli addetti ai lavori che continuano a parlare di quello scandalo, tra cui Luciano Moggi. L’ex dirigente, coinvolto nell’inchiesta, ha risposto sulle pagine di Libero all’arbitro Rizzoli.

L’ex arbitro al Corriere dello Sport ha dichiarato: “Ci ha fatto molto male, rimettersi in piedi è stata durissima. Ricostruire un rapporto di fiducia con la gente, convincere gli appassionati che si era fatta pulizia, questi erano gli imperativi immediati. A me diede una mano a scalare le graduatorie grazie al coinvolgimento di alcuni colleghi ma qualche scoria ce la portiamo ancora addosso, ingiustamente”. 

Luciano Moggi su Rizzoli: ” lui è stato uno di quelli che ne ha tratto vantaggio “

Moggi

La risposta dell’ex direttore sportivo del Napoli e Juventus non è tardata ad arrivare. Ecco cosa scritto su Libero: “Non si capisce di cosa parli Rizzoli. Lui è uno di quelli che ne ha tratto vantaggio visto che la sua carriera è stata accelerata a scapito di colleghi prima indagati e poi assolti per non aver commesso il fatto“.

Moggi poi continua citando Cristiano Copelli, accusato di aver truffato lo stato. “Parlando della pulizia fatta nell’ambiente, Rizzoli dimentica che per molto tempo proprio in quell’ambiente ha trovato collocazione Cristiano Copelli, prima da assistente e addirittura da designatore degli assistenti di B. E’ l’uomo che le cronache recenti ci raccontano aver truffato lo stato per milioni con il “Gratta e vinci”, colui che in piana attività arbitrale andava dicendo a Mantova che fino a quando avesse arbitrato lui, la Juventus avrebbe fatto fatica a vincere. E’ infatti quello che non sbandierò un rigore netto e fece annullare un gol valido alla Juve a Raggio Calabria“.

Su Libero, Moggi, conclude con una battuta: “Alla luce di quanto emerso sul suo conto mi pento di non averlo chiuso veramente perché gli avrei impedito di frodare lo stato per tanti milioni, durante la sua attività è stato fermato dall’Aia per tre mesi perché sorpreso a parlare al telefono con Meani, dirigente del Milan“.

Autore dell'articolo: Mario Nuvoletto

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