OnePlus Z

OnePlus Z e processore MediaTek: cambio strategia?

Fino a qualche settimana fa, i rumors su OnePlus Z davano per certo il processore MediaTek Dimensity 1000. Nelle ultime ore, invece, sembrano emergere indiscrezioni su un possibile cambio di strategia di OnePlus. Difatti, l’azienda cinese avrebbe deciso di affidarsi nuovamente a Qualcomm.

OnePlus Z tra processore MediaTek e Qualcomm

OnePlus Z rappresenta il tassello mancante, nella gamma dell’azienda cinese, per la prima metà del 2020. Infatti, dovrebbe posizionarsi subito sotto a OnePlus 8, offrendo buone specifiche tecniche a un prezzo minore, rispetto ai fratelli maggiori. Nelle ultime ore, sono emerse online alcune novità sull’hardware e sulla data di lancio del nuovo smartphone. In particolare, un noto leaker, ha pubblicato, su Twitter, diversi dettagli sul prodotto.

Per quanto riguarda la dotazione hardware, OnePlus Z dovrebbe essere caratterizzato da un SoC Qualcomm Snapdragon 765. Questa è una grande novità e potrebbe rappresentare un cambio di strategia dell’azienda cinese, che sembrava aver scelto un chip MediaTek. Nonostante MediaTek sia poco presente sui principali dispositivi di fascia alta e medio-alta, il Dimensity 1000 sarebbe stato, probabilmente, più potente dello Snapdragon 765. Si spera quindi che le prestazioni del nuovo telefono siano comunque soddisfacenti. Detto questo, possiamo solo ipotizzare che cosa abbia spinto OnePlus a questo cambiamento. Magari Qualcomm, da sempre presente sugli smartphone dell’azienda cinese, ha fatto un’offerta più allettante, rispetto a quella di MediaTek.

Tra le informazioni emerse online, sembra sicuro il supporto al 5G, da parte del nuovo OnePlus Z. Senza ombra di dubbio, questa è una conferma molto interessante, per coloro che vorranno acquistarlo. Infine, nei rumor emerge anche una possibile finestra temporale, per il lancio sul mercato. In particolare, OnePlus Z dovrebbe essere rilasciato il luglio. Il ritardo nell’uscita potrebbe essere legato proprio al cambiamento, in corsa, del processore. Infatti, ciò richiederebbe tempi più lunghi per l’implementazione del nuovo hardware e per l’integrazione con il software. Come sempre l’invito è quello di considerare tutto questo come dei semplici rumors, che potrebbero essere naturalmente smentiti.

Via Immagine

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