Per Di Maio le piazze vanno ascoltate

Per Di Maio le piazze vanno ascoltate

         
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ROMA – Per Di Maio le piazze vanno ascoltate. Il ministro degli affari esteri, che ha inviato a La Repubblica una lettera sul tema, afferma:

“C’è rabbia, incredulità, sofferenza. Di fronte a tutto questo ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. I vandali vanno fermati, ma le piazze vanno ascoltate. Sono un segnale che il governo non può trascurare”.

Per Di Maio le piazze vanno ascoltate

D’accordo con Di Maio si dice il suo ex compagno di partito Lorenzo Fioramonti, già ministro dell’istruzione, che su Facebook scrive:

“Condivido ogni parola di questa lettera di Luigi Di Maio. Basta dare colpa ai cittadini per la diffusione del virus, perché la popolazione ha dimostrato un grande rispetto delle regole e delle norme, anche quando erano contraddittorie o inspiegabilmente punitive per un settore e non per un altro. I numeri dimostrano chiaramente che i provvedimenti “spot” non funzionano, mentre gli interventi strutturali sulla scuola, sui trasporti e sulla sanità territoriale non ci sono stati”.
E ancora:
“Le misure approntate all’ultimo minuto non producono risultati, e spesso fanno danni ulteriori. Se il tracciamento è saltato, se mancano i tamponi, se le ASL non rintracciano i contatti dei positivi (e spesso non sanno neanche cosa farsene dell’app Immuni), se lo Stato, le Regioni ed i Comuni vanno in ordine sparso non è certo colpa dei cittadini. E poche mele marce, che ci sono sempre, non cambiano il fatto che le persone hanno dimostrato grande serietà in questi mesi durissimi, in cui milioni hanno perso il lavoro, l’azienda e una qualunque sussistenza”.

Fioramonti, poi, conclude con queste parole:

“Ancora oggi leggo dichiarazioni accusatorie nei confronti della popolazione da parte di esponenti del Comitato Tecnico Scientifico, addossando ai cittadini l’eventuale responsabilità di un nuovo lockdown. Tutto ciò è inaccettabile. Il registro deve cambiare assolutamente, favorendo l’ascolto di chi è in difficoltà e consultandosi con tutte le parti politiche e sociali prima di prendere decisioni. Serve unità nazionale e la politica deve dare l’esempio”.

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Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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