prometteva posti di lavoro

Prometteva posti di lavoro in cambio di denaro

         
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Prometteva posti di lavoro  in cambio di denaro. I carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno arrestato Fabrizio. C, un funzionario amministrativo, di 52 anni e sindacalista per traffico di influenze illecite. L’uomo impiegato a sua volta presso l’ispettorato del lavoro del Lazio è stato posto agli arresti domiciliari per ordine della Procura di Roma. In particolare, il Procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Giovanni Varone lo hanno accusato di avere carpito la buona fede di persone, che ha raggirato in cambio di denaro. Secondo l’accusa, infatti dal 2014 ad oggi si sarebbe fatto consegnare circa 300 mila euro da 18 persone. L’indagato garantiva il suo intervento  per far assumere all’interno di varie istituzioni statali i malcapitati o i loro familiari. Prometteva anche  di poter fare entrare le persone che si rivolgevano a lui presso i Ministeri dei beni culturali, Istruzione e Giustizia.

Prometteva posti di lavoro in cambio di denaro. Le indagini…

Le indagini hanno accertato, che in un solo caso il dipendente, dello stato ha ottenuto circa 45 mila euro da una persona sola. Il malcapitato si era rivolto a lui per assumere la moglie presso il Ministero dell’Istruzione. Il altri episodi, l’arrestato ha richiesto la somma di 33 mila euro e altrettanti 22 da due soggetti per due posti al Ministero dei Beni Culturali. Le forze dell’ordine hanno avviato la verifica sul sospettato a seguito di una denuncia presentata da una donna. Il funzionario l’aveva ingannata con la falsa promessa di fare assumere il figlio presso ” Trenitalia”.  Assunzione mai avvenuta. Dopo un certo periodo di tempo, la vittima dell’ennesima truffa aveva preteso la restituzione della somma versata, ma invano. Non ottenendo da parte dell’uomo nessun riscontro lo ha denunciato.

Il reato di traffico di influenze illecite

Il traffico di influenze illecite è un reato punito dall’articolo 346 Bis del codice penale. La pena prevista  è da uno a tre anni di reclusione. Colpisce soprattutto i funzionari della pubblica amministrazione, che in cambio di denaro promettono  favori o altri vantaggi millantando conoscenze. La “truffa” consiste anche nel carpire la buona fiducia delle persone. Purtroppo è un reato tristemente diffuso in Italia al pari della corruzione o dell’abuso di ufficio.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24