Renzi proclamato segretario Pd

“Pertanto si proclama Matteo Renzi segretario del Partito Democratico”. Con queste parole l’ex premier torna a ricoprire il ruolo di segretario, che secondo il regolamento del partito lo indica automaticamente anche come candidato premier.

Subito dopo l’inno nazionale, come da tradizione, sono stati letti i dati ufficiali delle primarie del 30 aprile scorso, attirbuendo anche il numero di delegati per ogni candidato: sono 700 per Renzi, 212 per Orlando e 88 per Emiliano.

Renzi: “L’interruzione deve essere una ripartenza”

” Il 7 dicembre mi dimettevo. L’interruzione deve essere una ripartenza. Un popolo che si rimette in gioco e non ha paura di ripartire e ricominciare. Mettendo al centro le persone, una comunità felice di fare il bene dell’Italia”. Così ha voluto iniziare il suo discorso da neo segretario democratico.

Spende due parole anche per il Venezuela e per quanto sta accadendo nelle ultime settimane e per il M5s indicato come modello di democrazia. Si rivolge poi alla Cecenia, criticando i campi di concentramento per omosessuali. ” “Solo per dire che in cinque mesi il mondo è andato avanti. Dobbiamo ripartire con la consapevolezza che il futuro è il nostro campo da gioco” spiega, indicando questa giornata come un nuovo inizio, sia per l’Italia che per il Partito Democratico.

Parola d’ordine: unità

Per Renzi, il partito ora deve puntare sull’unità, dopo litigi e scissioni. Per questo aveva anche invitato Andrea Orlando, arrivato secondo alle primarie, a formare insieme la nuova segreteria. Proposta rifiutata dal Guardasigilli. Un appoggio invece arriverebbe da Emiliano e da Fronte Democratico, la nuova corrente del governatore pugliese. Per il momento, pare che il ministro della Giustizia si asterrà dal proporre nomine alla segreteria.

Effetto primarie: Pd sopra il M5s

L’ultimo sondaggio elettorale porta anche una seconda buona notizia per Renzi: il Pd ha superato il Movimento Cinque Stelle, tornando primo partito in Italia. Il sorpasso pare grazie alla perdita di qualche punto percentuale dei grillini, guadagnati dai democratici.

Anche se ancora molto vicini, il principale partito di sinistra potrebbe ottenere la maggioranza alle elezioni, se i dati rimanessero invariati. Di certo è solo che nessun partito arriverà alla soglia del 40%, come specifica la legge elettorale. In tal caso, occorrerà obbligatoriamente ricorrerà a un appoggio da parte di altri partiti, in alternative l’unica soluzione saranno le larghe intese.

Immagine di termometropolitico.it

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