Intercettazioni: in settimana si discuterà sulla delega in Camera

Roma. In settimana si aprirà la discussione generale alla Camera sul ddl sul processo penale con la delega sulle intercettazioni. Preambolo della discussione è il caso Consip.

Ritorna in Camera la discussione per la delega sulle intercettazioni. Il caso Consip sempre più lontano dall’essere risolto, è nuovamente oggetto di discussione per l’ampliamento della disciplina di procedura penale riguardante le intercettazioni.  Mattero Renzi, protagonista indiscusso insieme al padre dovrà, questa volta, riuscire ad ottenere la fiducia

Delega sulle intercettazioni

La delega è inserita nella cornice del ddl sul processo penale. Un disegno di legge che prevede la modificazione  di alcune discipline penali e  soprattutto la riscrittura della delega che disciplina la materia delle intercettazioni. Obiettivo finale: impedire la pubblicazione di conversazioni penalmente non rilevanti.

Questa manovra di creazione della delega, però, crea non pochi dubbi. Il pericolo è quello, soprattutto per quanto riguarda l’avocazione dei fascicoli da parte del procuratore generale, di accelerare un procedimento che, invece, dovrebbe essere ponderato per consentire alle indagini di poter proseguire in modo preciso e coerente. Altro dubbio riguarda, ancora una volta, il caso Consip.  La voglia di chiudere le indagini Consip potrebbe portare, anche in questo caso, un’accelerazione della costruzione della delega, che farebbe sorvolare taluni punti essenziali per la ricostruzione della disciplina sulle intercettazioni. Questi e molte altre saranno le questioni affrontate durante la discussione generale, che precederà il lavoro di modificazione e riscrittura delle aree di procedura penale interessate.

Questione di fiducia

La fiducia del Pd, però, per Renzi ed il caso Consip non è da considerare scontata. Il Partito non segue una corrente unitaria, e , al suo interno, ci sono diverse posizioni. Orlando preferirebbe approvare subito la legge, per evitare che telefonate non penalmente rilevanti vengano trasmesse, anche se la rilevanza, talvolta, è valutata discrezionalmente dall’organo giudicante; mentre, i renziani, temendo una blindatura del testo della telefonata tra Renzi Senior ed il figlio, preferiscono aspettare la risoluzione del caso e poi mettere le mani sulla legge.  Il parere che, al momento, sembra più perseguibile è quello di Eugenio Albamonte, presidente Anm.

Albamonte chiede di evitare accelerazioni dovute al caso Consip e di mettere in piedi una disciplina ragionata e sostanzialmente legata ai diritti dell’imputato e al dovere degli organi giudicanti.

Ora, bisogna aspettare la discussione generale per vedere quale linea si deciderà di perseguire e come verrà affrontata la rilettura di questa disciplina che rappresenta uno degli elementi essenziali dell’avanzamento delle indagini in materia di procedura penale.

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