Rigopiano: il caso a Quarto Grado del 3 Dicembre 2017

Nella puntata di Quarto Grado del 3 Dicembre 2017, Alessandra Viero e Gianluigi Nuzzi si sono occupati del caso riguardante la tragedia di Rigopiano. Un evento drammatico che ha segnato profondamente tutti gli italiani che avevano seguito in quelle ore l’evento con ansia, ma anche con speranza, la speranza che tutto si sarebbe risolto per il meglio grazie agli opportuni soccorsi. Tuttavia, il sentimento che prevale oggi è quello della rabbia e dell’indignazione. Durante il programma sono stati letti alcuni messaggi postati sui social da vari utenti. una di questi, Loredana, ha scritto: “Indignazione per un film già visto”.

Poi c’è Maria Elisa che ha detto: “Ma intanto questi stanno ancora tutti a lavorare con tanto di stipendio. Vanno lasciati a casa, devono essere sospesi“. Non a caso, in molti sono convinti che nessuno dei responsabili pagherà per le vittime della tragedia. La stessa Mina ha affermato: “Non pagherà nessuno….. L’Italia gira così…. Un abbraccio ai parenti delle vittime”.

Molti i messaggi di solidarietà per tutti coloro che sono morti in quell’albergo. E’ d’uopo menzionare anche un sopravvissuto della tragedia, Giampaolo, che ha presenziato al programma. Vera gli ha dedicato questo post: “Che forza! Profonda ammirazione per Giampaolo”.

Rigopiano: il caso a Quarto Grado, intervistata una guida alpina

Nell’ultima puntata di Quarto Grado si è parlato della tragedia di Rigopiano. Durante la trasmissione è stata resa nota un’intervista ad una guida alpina. L’uomo aveva reso nota una relazione in cui consigliava di tenere sott’occhio l’area dove in seguito sarebbe sorto l’hotel. La guida alpina ha dichiarato: “Nel 1999 ho fatto la relazione per il comune di Farindola, in cui davo un po’ tutte le indicazioni riguardanti gli interventi da effettuare in quell’area per metterla un po’ in sicurezza”.

Andiamo ora a leggere un passo fondamentale della relazione in questione: “Pertanto, se le condizioni della temperatura dovessero cambiare rapidamente verso valori elevati, la neve in accumulo scivolerà a valle interessando le zone sottostanti”.

L’uomo ha continuato: “Questo è stato fatto nel marzo del ’99 e poi da allora io non ho saputo più nulla, anche perché ci sono stati dei problemi con il comune di Farindola”. Leggiamo un altro passo importante del documento: “La zona deve essere tenuta sotto stretto controllo con un servizio di monitoraggio continuo”.

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