Russiagate, l’Fbi interrogherà il genero di Trump

Jared Kushner. questo il nome del genero del presidente americano Donald Trump e che l’Fbi vorrebbe interrogare nell’ambito del caso Russiagate, secondo il quale il magnate avrebbe fornito informazioni alla Russia. Secondo alcune indiscrezioni, pare che Donald Trump sia il candidato presidente indicato proprio dal Cremlino.

Il genero del tycoon è anche un alto funzionario dell’amministrazione alla Casa Bianca, e persona di alto interesse secondo gli agenti federali. A mettere in difficoltà il presidente Usa è anche il New York Times, il quale ha pubblicato una conversazione riguardante l’ex direttore dell’Fbi, James Comey, durante un colloquio tra Trump, il ministro degli Esteri russo Serghei Lavorv e all’ambasciatore Serghey Kislyak. Durante l’incontro, Trump avrebbe affermato: «Ho appena licenziato il capo dell’Fbi. Era pazzo, un vero fanatico. Ero sotto una grande pressione a causa della Russia ma ora me ne sono liberato. Non sono sotto inchiesta». Comey, quando è stato licenziato, stava indagando proprio sul Russiagate, e in poche ore è stato sollevato dal suo incarico.

Informazioni sull’Isis dietro il Russiagate

Il contenuto del resoconto stilato dopo l’incontro è stato confermato al Times da due funzionari statali, vicini al Presidente. Le informazioni riguarderebbero il fatto che l’Isis aveva trovato il modo di nascondere degli esplosivi all’interno di tablet e computer, in modo da farli passare ai controlli e programmare quindi un attentato.

Informazione poi resa pubblica dalla Casa Bianca, e che aveva portato a controlli più alti nei voli provenienti solo da certi Paesi.

Impeachment per Trump?

I legali della Casa Bianca stanno facendo una ricerca sulla possibilità di impeachment per il presidente Trump. Secondo la Cnn, nelle ultime ore la possibilità di “sfiduciare” il presidente è ancora molto remota, ma non si può escludere, dopo la conferma delle notizie risultate dal Russiagate. Oltre alla sfiducia da parte dei senatori e rappresentanti, Trump deve fare i conti con gli americani, che hanno realizzato la cattiva amministrazione e l’indice di gradimento è ai minimi storici.

Immagine da La Stampa

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