Salvare la foresta pluviale con i cellulari riciclati? Ecco la scoperta

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Le foreste pluviali ospitano magnifiche piante e animali esotici e costituiscono il 50% della flora e della fauna della Terra; purtroppo, a causa dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici, stanno scomparendo rapidamente di anno in anno. Si pensi che l’Amazzonia ha perso quasi un quinto della sua foresta pluviale negli ultimi quattro decenni. Le foreste pluviali sono gli ecosistemi viventi più antichi del mondo ed è nostro compito prenderci cura del loro equilibrio. Fortunatamente, un uomo (il fondatore di Rainforest Connection) ha trovato un escamotage geniale per salvare le foreste pluviali riciclando vecchi smartphone: ecco i risultati della scoperta.

Rainforest Connection: come utilizzare gli smartphone riciclati per contrastare il disboscamento

Il disboscamento illegale nella foresta pluviale è in aumento: si tratta di una situazione particolarmente allarmante considerando che la deforestazione rappresenta la seconda fonte antropica di CO2 ed incide per il 17% sulle emissioni globali di gas serra. Per salvare la foresta pluviale il fondatore dell’organizzazione Rainforest Connection ha avuto un’idea semplice ma geniale: usare gli smartphone per rilevare i suoni della distruzione provocati dall’attività illegale della deforestazione. Il suo nome è Topher White ed è il fondatore di Rainforest Connection, un’organizzazione no-profit che da anni è impegnata nel preservare e proteggere le foreste pluviali dal disboscamento illegale. L’uomo ha avuto un’idea davvero unica: ha inventato un sistema in cui gli smartphone riciclati vengono collocati sugli alberi e vengono costantemente ricaricati dalle celle solari; inoltre, ha installato diversi microfoni per rilevare i suoni delle motoseghe che deturpano la foresta. In buona sostanza, White ha sviluppato un algoritmo in grado di distinguere il suono di una motosega dagli altri rumori nella foresta pluviale. Una volta rilevato il rumore della motosega, il programma invia una notifica ai ranger del parco, che possono catturare i criminali in flagrante. Questi dispositivi si sono rivelati estremamente efficaci nell’individuazione di attività illegali: prima di procedere all’installazione, Rainforest Connection cancella la memoria di ogni smartphone e procede a ricollegare l’hardware per adattarlo ad un pannello solare. Infine, l’organizzazione colloca ogni vecchio device su un albero e, se rileva i suoni delle motoseghe, entra in azione. Rainforest Connection dichiara che ogni singolo telefono rewired potrebbe proteggere circa un miglio quadrato della foresta in via di estinzione.

Combattere la deforestazione delle foreste pluviali: le azioni “in campo”

Rainforest Connection non è l’unica organizzazione non profit che cerca di salvare la foresta pluviale; anche una tribù indigena, che sta subendo gli effetti della deforestazione, ha preso seri provvedimenti. Si tratta del Tembé, una tribù con sede nello stato brasiliano del Pará, che da decenni subisce gli effetti del disboscamento illegale: il 30% del loro territorio viene distrutto ogni anno da incendi e dalla deforestazione. La comunità tribale del Tembé ha avviato una partnership con Rainforest Connection per installare i vecchi smartphone sugli alberi per rilevare i suoni delle motoseghe che danneggiano l’ecosistema ambientale. Le foreste pluviali sono una risorsa vitale per il nostro pianeta: sono il “polmone verde” della Terra, sono responsabili della produzione di gran parte dell’ossigeno terrestre e della pulizia dell’atmosfera. Salvaguardare la foresta pluviale della Terra è essenziale anche per il benessere degli umani: si pensi al contributo apportato al settore medicale, all’industria della gomma, alle spezie e al cioccolato. Con l’aiuto di alcuni vecchi telefoni, Rainforest Connection sta lavorando ogni giorno per preservare l’ecosistema ambientale e per assicurare il benessere delle generazioni future.

 
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Autore dell'articolo: Jacqueline Facconti

Redattore, Web Editor e Web Content Manager, collabora con varie testate e magazine professionali, cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione, tecnologia e merceologia. Laurea magistrale in Strategia, Management & Controllo conseguita con votazione 110 e lode, Laurea in Economia Aziendale conseguita con 110 e Lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista. Ha svolto la professione di Ricercatore e di Consulente assicurativo e finanziario.