Salvini contro tutti sul caso Open Arms

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ROMA – Salvini contro tutti sul caso Open Arms. In questi giorni, infatti, il Capitano è scatenatissimo sui social dopo che il parlamento ha deciso di autorizzare il processo nei suoi confronti. I post sulla propria pagina Facebook si susseguono, uno dopo l’altro:

“Articolo 52 della Costituzione: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. In quel tribunale, a differenza di altri, ci andrò a testa alta e con la schiena dritta!”.

E ancora:

“Non ci arrendiamo all’invasione! – afferma il segretario della Lega – Questo sabato e domenica la Lega non si ferma. In centinaia di piazze e online, se volete esprimere il vostro sostegno: legaonline.it/iostoconsalvini. Grazie Amici, il tempo è galantuomo”.

Salvini contro tutti sul caso Open Arms

Matteo Salvini ne approfitta, ovviamente, per parlare anche degli sbarchi, che lui – quando era appunto al governo – aveva cercato di combattere nella sua veste di ministro dell’interno:

“Record di sbarchi e luglio drammatico, il dato peggiore degli ultimi tre anni (+400%), con troppi immigrati positivi al Covid in fuga dai centri di accoglienza. Ma il governo risponde all’emergenza cancellando i Decreti sicurezza per coccolare le Ong, complici degli scafisti, e la maggioranza mi manda a processo perché ho osato difendere i confini”.

Il leader del Carroccio ne approfitta anche, a sorpresa, per ringraziare l’ex ministro Giovanni Tria, “che con onestà intellettuale ha ribadito che la scelta di chiudere i porti fu collegiale. Tra tanti vigliacchi, ci sono per fortuna anche alcune voci libere”. Salvini, insomma, è deciso a non mollare:

“Buongiorno. Per amore dei nostri figli, per il bene dell’Italia, in difesa dei nostri valori e del nostro futuro. Possono anche processare un uomo, ma non potranno mai arrestare le nostre idee e la nostra voglia di Libertà. Grazie Amici, io non mollo”.

Un ultimo pensiero il Capitano lo dedica alla Sicilia:

“Questi complici dei trafficanti stanno trasformando la Sicilia nel campo profughi d’Europa. Però a processo mandano me come “sequestratore di persona”. Il tempo è galantuomo, prima o poi gli italiani voteranno. Anzi, molti milioni di loro avranno la possibilità di farlo il 20 e 21 settembre in sette regioni, e credo saranno molto motivati”.

Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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