Scuole chiuse o aperte? Cosa dicono gli esperti
ROMA – Scuole chiuse o aperte? Cosa dicono gli esperti nel giorno del rientro in classe. Sono divisi su riapertura o scuole chiuse in Italia in tempo di emergenza variante Omicron. Con l’impennata dei contagi nel Paese, c’è chi lancia l’allarme e chi, invece parla di ‘scelta obbligata’.
Intervengono Matteo Bassetti, Massimo Galli, Walter Ricciardi, Francesco Vaia e i sottosegretari alla Salute Sileri e Costa, ognuno con una propria opinione.
Scuole chiuse o aperte? Cosa dicono gli esperti
“La ripresa delle lezioni in classe e in sicurezza è un segnale importante. Gli istituti e le aule sono luoghi sicuri e controllati, grazie anche alle regole del distanziamento, all’aerazione e all’utilizzo delle mascherine. La stragrande maggioranza del personale docente è vaccinato, così come i giovani alunni della fascia 12-19. Sono cresciute anche le vaccinazioni dei più piccoli”, ha dichiarato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa (Noi con l’Italia), a margine della visita alla scuola secondaria di I grado ‘V. Alfieri’ della Spezia, in occasione della ripresa dell’anno scolastico in presenza dopo le pausa per le festività natalizie.
“Le nuove regole sulle quarantene e sull’eventuale didattica a distanza, approvate all’unanimità, sono chiare e puntuali”, ha aggiunto Costa. “Abbiamo stanziato importanti risorse per potenziare le attività di tracciamento all’interno delle strutture scolastiche. Tutte iniziative che ci permetteranno di gestire al meglio la situazione e di farci trovare pronti. Chi vuole mettere in dad da subito tutti i nostri ragazzi vuole tornare a chiudere il Paese. Questo Governo è di tutt’altra idea. Le nostre scelte vanno tutte nella direzione di tenere aperta l’Italia, anche e soprattutto gli istituti scolastici. Abbiamo scelto di tutelare il più possibile la scuola in presenza, perché luogo di crescita e presidio per la comunità: i nostri alunni hanno già pagato un prezzo troppo alto in questa pandemia”, ha concluso.
“Per me è molto semplice: bisogna privilegiare la salute anche mentale dei ragazzi, per cui i ragazzi è giusto che vadano a scuola. Sono sempre stato a favore dell’apertura di tutto, altrimenti le persone non capiscono più perché ci vacciniamo. Diciamo che il vaccino serve, che ci dà spazi di socialità, è giusto che apriamo anche la scuola. Oggi diamo la Ffp2 a scuola e va bene perché è un ottimo presidio di salvaguardia, ma è impensabile lasciare i ragazzi sempre con la mascherina, per cui dobbiamo togliergliela. Come fare? Dobbiamo intervenire con degli interventi sul clima, quindi intervenire cambiando radicalmente i sistemi d’aerazione”. Lo ha affermato il direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, ospite di Rtl 102.5.
“Proprio ieri ho mandato al sindaco di Roma una mia proposta con un altro collega su come cambiare i meccanismi di aerazione. Anche qui, la scienza ci dice che meccanismi di aerazione molto ben adeguati funzionano meglio della mascherina, quindi si potrà togliere. È evidente che ci vorranno tanti investimenti – aggiunge – Bisogna che ci sia l’internazionalizzazione dei vaccini, che i vaccini vengano aggiornati e bisogna intervenire sui luoghi strutturali del contagio ovvero scuola e trasporti. Altrimenti chiudiamo le scuole e le metropolitane, cosa che non possiamo fare. Possiamo però immaginare che non possiamo vivere una vita intera con la mascherina, chiedo al Governo e ai cittadini italiani di forzare ancora di più su questo: vogliamo riappropriaci della nostra libertà, la politica deve smettere di fare chiacchiere e deve intervenire completamente”.
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