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Sgarbi a Rtl 102.5: “Se Draghi va al Colle, nuovo governo con Salvini e Di Maio”

         
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MILANO – Sgarbi a Rtl 102.5, ospite questa mattina in “Giletti 102.5” con Massimo Giletti, Luigi Santarelli e Stefania Iodice, ha parlato della corsa al Quirinale di Berlusconi e del suo ruolo di “telefonista” degli ultimi giorni.

“Non hai idea delle quantità di telefonate che ho ricevuto di persone che volevano essere chiamate. La mia ricetta non era fare il portavoce di Berlusconi, ma fare la voce. Ho vissuto in questo periodo in Parlamento la mia vittoria contro Grillo, sono il primo che parlò male di Grillo e del M5S. Man mano che sono usciti mi dicevano che avevo ragione. Sono persone anche spesso di buona qualità, ma totalmente senza casa. Il giorno in cui ero da Berlusconi lui mi chiese se avessi votato lui o Draghi e mi disse di avere cento voti in più. Ha cominciato a fare una serie di telefonate: erano tutte persone felici di ricevere la telefonata non del politico ma dell’uomo”.

Sgarbi a Rtl 102.5: “Se Draghi va al Colle, nuovo governo”

Cosa ha portato questa attività di concreto? “C’è una pausa che dura da sabato scorso. Ho capito che tutto si era interrotto e che lui è sul punto di dire un altro nome, perché non è andato a Strasburgo a votare il successore di Sassoli e non è andato a Roma. Se non c’è lui io non chiamo per lui, io chiamo con lui. Chiamiamo e a quel punto si apre la possibilità che questi deputati senza casa facciano una scelta. Tutti dicono meglio Berlusconi di Draghi, di fatto ha questo vantaggio”.

“Forza Italia ha varie possibilità. Berlusconi potrebbe fare un nome nell’area di Forza Italia rimanendone leader. Quel nome, mettiamo la Casellati, è un nome che è espresso da Forza Italia e contemporaneamente lascia a lui il partito. Se il nome è esterno, come potrebbe essere Draghi, allora si può dire che può uscire perfino una votazione. Mi pare che se lui ragiona riesce ad uscire dalla partita vincitore perché di fatto in questo momento si parla solo di lui. Anche se non si candida ha tenuto fin qui e può decidere. Domani o dopodomani deve dire il nome che propone agli altri. Una volta fatto la partita è chiusa e lui in qualche modo l’ha guidata”.

L’IPOTESI DRAGHI AL QUIRINALE

“Se va Draghi va contestualmente un nome già deciso come premier che ha Salvini agli interni e Di Maio agli esteri, come al primo Conte. Con la differenza che questa volta è una maggioranza di centrodestra e M5S senza il PD. Altrimenti, se Draghi impone, anche il PD. Non c’è possibilità che Draghi faccia sciogliere nulla perché la sua indicazione è contestuale all’indicazione del Presidente del Consiglio. È chiarissimo”.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24