Sistema Sanitario Italiano. Spesa pubblica e privata.

Sistema sanitario italiano.

L’attuale Sistema Sanitario italiano, mostra un “quadro clinico” tutt’altro che idilliaco. Da sempre sotto pressione, non riesce a far fronte alla spesa sanitaria generale e tutto questo, costringe i cittadini a far riferimento  a cure private.

Le persone devono, a questo punto, pagare di tasca propria delle prestazioni mediche che si dimostrano sempre più esose.

Con un Welfare che tira “la cinghia”, la popolazione media è costretta a correre ai ripari con mezzi cautelativi, che prevedono soluzioni diverse, come ad esempio una “Sanità Integrativa”.

Tutto questo, a chiudere il cerchio, porta le famiglie italiane ad un onere pesantissimo che li mette in condizione di difficoltà. Ultimi dati alla mano, circa 300.000 persone dichiarano di essersi impoverite per curarsi. Peggio, 2,5 milioni di italiani rinuncia proprio alle cure.

Uno sguardo da vicino al Sistema Sanitario.

Il nostro sistema sanitario, risulta essere fra i migliori al mondo. Questo almeno fino a qualche tempo fa.

A smuovere le acque, fu la dichiarazione nel 2012 dell’allora premier Mario Monti che, con molta tranquillità dichiarò pubblicamente come “la sostenibilità futura del SSN italiano non poteva essere garantito”.

La conclusione è che, ad oggi il nostro tanto invidiato Sistema Sanitario, non offre il livello di prestazioni standard garantito dalla LEA (livelli essenziali assistenza).

Che si parli di cambiamento demografico, sociale o economico, neppure le innovazioni farmacologiche e tecnologiche non sono attuabili. Anche per la modifica dell’articolo 5 della Costituzione.

La verità è che di fondo, le ingerenze politiche, e le cause finanziarie hanno contribuito ad abbassare la qualità dell’assistenza sanitaria. A 5 anni dalla dichiarazione di Mario Monti, siamo ad un punto fermo dove gli interventi non sono seguiti da un reale programma, ma attuati da pura casualità.

Tutto porta ad aggravare la condizione dei pazienti costretti a lunghe liste d’attesa.

A farne le spese sono le fasce più deboli, che oltretutto sono depauperate dei loro reali bisogni.

Quasi il 90% della spesa sanitaria è out-of-pocket, ovvero di tasca propria.

Lo spaccato Ssn (sistema sanitario nazionale), mostra la necessità di un serio e reale intervento politico atto ad attuare modifiche e riforme consistenti.  Tutto l’opposto degli interventi legislativi occasionali realizzati ad oggi.

Si parla sempre di saper leggere e” padroneggiare la materia”, ma davanti le verifiche e i dati alla mano, c’è ben poco da moderarsi.

Sistema Sanitario

Sistema Sanitario dal punto di vista del cittadino e Medico.

Negli ultimi tempi, alcuni enti territoriali e le strutture sanitarie di appartenenza, sono sempre meno efficienti e sempre più costose. Soprattutto nei confronti di coloro che, come detto andrebbero tutelati.

La  tutela, principalmente è ciò che riguarda le categorie con basso reddito o coloro che, di fatti non hanno reddito alcuno.

Opportuno, è  dire che hanno soppresso i piccoli presidi ospedalieri, a favore dei grandi ospedali che sono sempre strapieni e di conseguenza non riescono a far fronte alla grande richiesta.

Le prenotazioni sono a lunga scadenza. Spesso i pazienti lamentano di un anno di aspettativa.

Nei pronto Soccorso, salvo casi gravissimi, le attese sono  lunghissime. I Costi sempre più onerosi.

I ticket, (tanto per intenderci quota ricetta e prestazioni sanitarie),  sono sempre più esorbitanti.

Le documentazioni  ISEE per le esenzioni, sono code  infinite a degli sportelli che,  spesso,  portano ad atti inconclusivi.  Alla fine è ben poca cosa rispetto a quanto si spende di carburante a fare su e giù per i vari uffici amministrativi.

A questo aggiungiamo la scarsa considerazione dal punto di vista umano. I pazienti infatti, lamentano spesso la poca empatia e la maleducazione dell’ Equipe Medica.

Di contro. Anche i Medici e personale sanitario, sono vittime di questo sistema. La limitata disponibilità di alcuni farmaci, ad esempio , (che possono essere prescritti e usati solo seguendo determinati criteri), causano non pochi disagi.

Questa imposizione, rende meno facile il loro lavoro anche perché a causa del taglio dei fondi alla sanità, le farmacie ospedaliere versano in condizioni precarie.

Il Ssn Italiano dal punto di vista analitico.

 

Il Ssn è istituito nel 1978, per fornire a tutti i cittadini che risiedono legalmente, una copertura sanitaria Standard.

Si dispone su tre livelli: Governo Centrale20 Governi RegionaliAsl Aziende sanitarie ( o Ihs Ospedali Indipendenti).

Il principio fondamentale sul quale si basa è:

Garantire assistenza gratuita in ogni punto di erogazione sul territorio.

Ogni persona con uguali diritti.

Secondo il GIMBE ( fondazione che promuove e realizza attività di formazione e ricerca in ambito sanitario), il rapporto sarebbe il seguente:

La spesa sanitaria si compone di due categorie

Spesa pubblica

Spesa Privata (che comprende anche la spesa intermediata del Fsi (fondi sanitari integrativi o polizze assicurative).

Invece il DL 502/82 li individua in 3 parti:

Ssn ( Basato su universalità, equità e solidarietà).

La Sanità (collettiva – integrativa).

La Sanità Individuale (Polizze assicurative)

La crescente e reciproca dipendenza tra la Sanità privata e pubblica, comporta che la spesa privata delle famiglie risponda direttamente alla domanda di salute della popolazione.

L’Italia è la 12esima nazione Europea in merito alla spesa Sanitaria. Il paese ha impegnato il 7,1% del PIL, con un’aspettativa di vita media fissata sugli 82 anni.

La spesa Sanitaria italiana ammonterebbe a 112 Miliardi di Euro.

Al primo posto abbiamo la Germania con una spesa complessiva di 217 Miliardi. Poi Regno Unito e Francia con i rispettivi 191 e 178 Miliardi di Euro.

 
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Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio