Stop Covid-19 con supercomputer

Stop Covid-19 con supercomputer più veloce al mondo

         
Iscriviti al Feed di Webmagazine24.it intopic.it feedelissimo.com Segnala a Zazoom - Blog Directory
 

Stop Covid-19 con supercomputer più veloce al mondo. Sembrerebbe che gli scienziati siano molto vicini nel trovare una soluzione che andrebbe finalmente a sconfiggere il coronavirus Covid-19. Il tutto sarebbe possibile grazie ad un supercomputer. Summit è in grado di identificare tutte quelle sostanze che potrebbero annientare il contagio del virus.

Stop Covid-19 con supercomputer più veloce al mondo: ecco come può aiutare

Il supercomputer in questione, Summit di IBM, è stato in grado di identificare 77 sostanze chimiche. Queste, molto probabilmente, potrebbero essere utilizzare per far fronte alla diffusione della nuova pandemia del coronavirus Covid-19. In particolar modo, queste sostanze chimiche andrebbero ad aiutare gli studiosi nel trovare una cura, dunque un vaccino. La soluzione pare stia nel fatto che, le 77 sostanze identificate dal supercomputer, potrebbero neutralizzare la capacità del virus di aggrapparsi alle cellule ospiti.

Ebbene, proprio in questo caso, entra in gioco ancora una volta Summit. Il supercomputer può elaborare, in un tempo estremamente rapido, la reazione di ogni sostanza che viene messa a contatto con il Covid-19. Così facendo, il numero delle potenziali variabili viene ristretto di volta in volta. Questo “meccanismo” permette agli scienziati di risparmiare moltissimo tempo, Infatti, nel caso in cui questo processo venga fatto in laboratorio sarebbe molto laborioso e chiederebbe moltissimo tempo.

Stando a quanto affermato dagli studiosi dell’Oak Ridge National Laboratory, i risultati di Summit saranno fondamentali. Infatti saranno utilizzati per realizzare alcuni composti farmacologici. Ovviamente, per avere nelle mani un vaccino contro il coronavirus Covid-19 sarà necessario lavorare ancora molto. Tuttavia, a rigurdo è intervenuto Jeremy Smith. Il direttore del centro di biofisica molecolare dell’Oak Ridge National Laboratory avrebbe affermato:

“I nostri risultati non significano che abbiamo trovato una cura o un trattamento per il coronavirus. Siamo molto fiduciosi, però, che le nostre scoperte computazionali aiuteranno gli studi futuri e forniranno un quadro di riferimento che gli sperimentatori utilizzeranno per indagare ulteriormente su questi composti”.

Fonte foto: pixabay

Autore dell'articolo: Emanuela Acri

Grafica pubblicitaria, ha svolto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e quella di Lecce, concludendo il percorso con il massimo dei voti. Appassionata di film horror e serie TV, collabora con alcuni siti online nella realizzazione di articoli di diversi argomenti,