caduta dei capelli e alopecia androgenetica

Stress e caduta dei capelli: cosa dice la ricerca e quando il problema è un altro

Con il cambio di stagione molte persone notano più capelli sul cuscino o nello scarico della doccia. In parte è il normale ricambio. Quando però la caduta arriva dopo un periodo difficile (un lutto, un trasloco, un intervento chirurgico, mesi di lavoro sotto pressione), il primo sospettato è quasi sempre lo stress. Spesso il sospetto è fondato. Il collegamento, però, funziona in modo meno immediato di quanto si creda, e non tutte le cadute che compaiono in un momento di tensione dipendono davvero dalla tensione.

Quanti capelli si perdono normalmente

Perdere tra 50 e 100 capelli al giorno rientra nella norma. Ogni follicolo segue un ciclo indipendente dagli altri: una fase di crescita attiva (anagen) che dura diversi anni, una breve fase di transizione (catagen) di poche settimane e una fase di riposo (telogen) di circa tre mesi, al termine della quale il capello cade e lascia spazio a uno nuovo. In un cuoio capelluto sano, circa un capello su dieci si trova in fase di riposo. La caduta diventa un problema quando questa quota cresce all’improvviso.

Telogen effluvium, l’effetto ritardato dello stress

È proprio ciò che accade nel telogen effluvium, la forma di caduta più spesso associata allo stress. Un evento fisico o emotivo intenso spinge un gran numero di follicoli a interrompere la crescita e a entrare nello stesso momento nella fase di riposo. Il risultato si vede solo dopo: in genere tra le sei settimane e i tre mesi successivi all’evento. Per questo molte persone non collegano la caduta alla sua causa, perché quando i capelli iniziano a cadere il periodo critico è già alle spalle.

Le situazioni scatenanti sono varie. L’American Academy of Dermatology, nella sua scheda dedicata alla differenza tra ricambio eccessivo e perdita vera e propria dei capelli, cita il parto, la febbre alta, un intervento chirurgico, un forte calo di peso, l’interruzione della pillola anticoncezionale e i periodi di stress prolungato, come l’assistenza a un familiare malato o la perdita del lavoro. La caduta è diffusa su tutta la testa, non a chiazze, e di solito si risolve da sola: secondo la stessa società scientifica, una volta superato l’evento la chioma tende a recuperare il volume normale nell’arco di sei-nove mesi. Se invece la fonte di stress resta, la caduta può durare a lungo.

Cosa succede nel follicolo

Il meccanismo biologico non è ancora del tutto chiarito. Il principale indiziato è il cortisolo, l’ormone della risposta allo stress. Uno studio dell’Università di Harvard pubblicato su Nature nel 2021 ha mostrato che nei topi l’equivalente murino del cortisolo mantiene in uno stato di riposo prolungato le cellule staminali del follicolo, rallentando la ripartenza della crescita. È un risultato ottenuto su modello animale e non si può trasferire direttamente all’uomo, ma offre una spiegazione plausibile di quanto si osserva in clinica.

C’è poi un aspetto psicologico che i dermatologi conoscono bene. Vedere i capelli cadere genera ansia, e l’ansia a sua volta può prolungare la caduta. Interrompere questo circolo è parte della cura, anche quando la causa iniziale è già passata.

Le altre cadute associate allo stress

Il telogen effluvium non è l’unica condizione che la tensione emotiva può favorire. Nell’alopecia areata, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca i follicoli, lo stress è considerato uno dei possibili fattori scatenanti; in questo caso i capelli cadono in chiazze rotonde e ben delimitate. C’è poi la tricotillomania, l’impulso a strapparsi i capelli, spesso legato a stati di ansia o tensione. Entrambe richiedono una diagnosi specialistica e un percorso di cura dedicato, perché non si risolvono semplicemente aspettando.

Quando la caduta non è (solo) stress

Il punto più delicato riguarda la sovrapposizione con l’alopecia androgenetica, la forma di diradamento più comune in assoluto, di origine genetica e ormonale. A differenza del telogen effluvium, procede lentamente e si concentra in zone precise: tempie e vertice negli uomini, la riga centrale nelle donne. I follicoli interessati vanno incontro a miniaturizzazione e producono capelli sempre più sottili, fino a smettere del tutto.

Un episodio di stress può coincidere con questa forma o renderla improvvisamente visibile, e allora si attribuisce allo stress una caduta che ha in realtà un’altra origine. Alcuni segnali meritano attenzione: una caduta che dura oltre sei mesi, un diradamento localizzato invece che diffuso, capelli che si assottigliano nel tempo, casi simili in famiglia. In queste situazioni conviene rivolgersi a un dermatologo o a un tricologo, che con un esame del cuoio capelluto (la tricoscopia) ed eventuali esami del sangue, per esempio ferritina e funzionalità tiroidea, può distinguere le diverse forme.

Se la diagnosi è di alopecia androgenetica, esistono trattamenti farmacologici in grado di rallentarne l’evoluzione, da impostare sotto controllo medico. Quando il diradamento è stabilizzato e la zona posteriore del capo conserva follicoli sufficienti, si può valutare anche il trapianto. Chi vuole capire come funzionano le tecniche e come si svolge il percorso prima e dopo l’intervento trova materiale informativo sui siti dei centri specializzati, come www.laclinicadelcapello.com. Resta però indispensabile una valutazione individuale, perché non tutti sono candidati idonei e la disponibilità di capelli da trasferire è limitata.

Cosa si può fare nel frattempo

Per una caduta da stress la strategia principale è agire sulla causa. Sonno regolare, attività fisica e, se serve, un supporto psicologico aiutano più di qualsiasi lozione. Sul fronte dell’alimentazione conviene evitare diete drastiche, che sono esse stesse un fattore scatenante, e garantire un apporto adeguato di proteine, ferro e vitamine. Gli integratori hanno senso solo quando un esame ha evidenziato una carenza reale. Durante la fase di caduta è utile anche ridurre le sollecitazioni meccaniche: niente code strette, meno calore da piastra e phon, lavaggi delicati. Lavare i capelli non accelera la caduta, perché fa staccare soltanto quelli che erano già destinati a cadere.

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Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. Amante della formula uno e appassionato dell'occulto. Sono appassionato di oroscopo mi piace andare a vedere cosa dicono le stelle quotidianamente.