Quarto Oggiaro: libero l'uomo accusato di tentato stupro

Stupri, è emergenza in Italia: 2438 casi nei primi 7 mesi del 2017

In Italia scocca l’emergenza violenza, in particolar modo sugli stupri. Secondo i dati del Viminale, rilanciati dal Corriere della Sera e Repubblica, i casi di volenza carnale nei primi sette mesi dell’anno sono stati 2348. Numeri spaventosi, che evidenziano un problema sociale della massima gravità.
Soprattutto, si tratta di cifre in aumento: nello stesso periodo del 2016, infatti, le violenze carnali furono 2.345.

 

Numeri non veritieri

La cosa che colpisce maggiormente dell’emergenza stupri è che i numeri siano elevati, ma non veritieri. Migliaia, infatti, sono i casi di donne che decidono di no denunciare il proprio aggressore. Questi, dunque, rimangono “crimini sommersi”, con lo stupratore che rimane a piede libero.
A spingere le donne a non denunciare la violenza subita concorrono diversi fattori. Il primo è la paura. Molto spesso, infatti, il crimine avviene tra le mura domestiche o in famiglia e i casi di ritorsione, in questi casi, sono maggiori.
La seconda motivazione è la vergogna.
Secondo l’ultimo rapporto Istat ci sono 653 mila donne vittime di stupro, 746 mila di tentato stupro. Il 21% delle donne italiane ha subito abusi di diverse forme. Nonostante questo le denunce sono in calo.

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Il profilo degli stupratori

Contrariamente al credo popolare, in Italia, gli stupratori sono perlopiù autoctoni. Stando alle ultime stime, nel 2017, 1.534 sono italiani e 904 stranieri. Non è un caso: anche nel 2016 i dati erano simili con 1.474 italiani, 909 stranieri. Bisogna riflettere su queste cifre.
Gli italiani sono stati denunciati nel 61% dei casi, contro l’8.6% di rumeni e 6% di marocchini.
Gli italiani, quindi, tendono allo stupro più degli stranieri.
Anche il profilo delle vittime è autoctono: il 68% dei casi riguarda le italiane, seguite da romene (9,3%) e marocchine (2,7%).
Infine, analizzando il territorio, si scopre che Lombardia e Lazio detengono il triste record dei territori dove avvengono, in valore assoluto, il maggior numero di reati.

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