Ottantenne violentata sessualmente in Rsa. La donna era inferma a letto
Ottantenne violentata sessualmente in Rsa. Una notizia choc, un fatto davvero abominevole che non ha spiegazione nel mondo delle persone normali. Una violenza sessuale compiuta ai danni di un’anziana,  che viveva in una residenza sanitaria assistenziale per persone non autosufficienti e della terza età . Un’inferma vittima di abusi da un’altra persona residente.
Ottantenne violentata sessualmente…la vicenda
La vittima una povera donna di ottant’anni costretta a vivere da inferma in un letto con le sbarre. L’aguzzino, un uomo di 50 anni, ospite anche lui della stessa struttura per anziani della zona. Ad un certo punto, compie atti sessuali sulla donna, che inerme non può fare altro che subirli. L’uomo difeso dal legale, Marco Maoli è tuttora a processo al  Tribunale di Pisa. L’accusa è di violenza sessuale aggravata. I fatti però sono avvenuti nel 2018, ripresi dalle telecamere a circuito  della struttura. Il caso è venuto fuori accidentalmente. Un operatore, per cause di routine, aveva infatti  visionato quelle immagini. Sequenze choc davanti ai suoi occhi che non lasciavano presagire equivoci.
Il violentatore
Il molestatore a sua volta residente nella struttura sanitaria proprio perché affetto da patologie non sembrava proprio il tipo. Nulla in lui lasciava presagire comportamenti pericolosi. Nè per lui stesso né per gli altri ospiti della Rsa. Quel giorno però, si rese colpevole di un atto deplorevole nei confronti di una donna inferma, anziana e costretta a letto. Una vittima impossibilitata insomma a chiedere aiuto, e che in pochi minuti ha subito violenza inaudita.
L’inchiesta
Dal risultato di quelle immagine ne è scaturita un’inchiesta. Il Pubblico Ministero Giancarlo Dominijanni ha disposto nelle scorse settimane a rinvio a giudizio del colpevole. Ieri un’istanza del difensore ha portato ad una svolta nel dibattimento. Il magistrato ha predisposto una perizia psichica sull’imputato. A quanto pare, secondo i suoi legali al momento del fatto il molestatore non era capace di intendere e volere. L’uomo potrebbe avere perso il controllo dei freni inibitori in una fase acuta della sua malattia. Il processo ora è condizionato dalle risultanze delle contestazioni.
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