Pesca in zona non consentita, sequestrati più di 300 kg di vongole

Pesca in zona non consentita, sequestrati più di 300 kg di vongole

VASTO (CH) – Pesca in zona non consentita. Ieri mattina la Motovedetta CP 538 della Guardia Costiera di Vasto, durante attività di pattugliamento delle acque di giurisdizione, individuava e sanzionava, in prossimità della Riserva naturale di Punta Aderci (Vasto), una barca da pesca dedita alla raccolta delle vongole in zona non consentita. Alle ore 8.30 […]

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Scatta il fermo biologico: stop, dunque, al pesce fresco a tavola con il blocco delle attività della flotta italiana lungo il tratto centrale dell’adriatico da San Benedetto del Trento a Termoli, dove le attività dei pescherecci si fermeranno dal 16 agosto al 21 settembre. Il resto delle marinerie - dal Friuli Venezia Giulia al Veneto, dall’Emilia Romagna fino a parte delle Marche e della Puglia - è fermo dal 30 luglio in una situazione in cui i prezzi di vendita al dettaglio per il pesce fresco e refrigerato nell’ultimo mese sono aumentati del 10,4% per effetto del clima e dell'aumento insostenibile dei costi mentre il prodotto all’ingrosso è rimasto stabile. Per quanto riguarda il Tirreno il blocco scatterà da Brindisi a Napoli fino a Gaeta dal 5 settembre al 4 ottobre. Il 3 ottobre partirà, invece, il fermo da Livorno a Imperia (fino al 1° novembre) mentre per Sicilia e Sardegna l’interruzione delle attività è fissata su indicazione delle Regioni mentre da Roma a Civitavecchia è stato effettuato dal 13 giugno al 12 luglio. Come lo scorso anno – spiega Coldiretti Impresapesca – in aggiunta ai periodi di fermo fissati i pescherecci dovranno effettuare ulteriori giorni di blocco che vanno da 7 a 17 giorni a seconda della zona di pesca e del tipo di risorsa pescata. Nonostante l’interruzione dell’attività sulle tavole delle regioni interessate – precisa Coldiretti Impresapesca - sarà comunque possibile trovare prodotto italiano, dal pesce azzurro come le alici e la sarde, al pesce spada, dalle vongole e cozze provenienti dalla barche della piccola pesca e dall’acquacoltura, che assicura anche orate e spigole. Il consiglio è dunque quello di verificare bene le informazioni in etichetta sui banchi di pescherie e supermercati, ma per assicurare reale trasparenza occorrerebbe arrivare all’etichettatura obbligatoria dell’origine anche al ristorante. Il fermo cade quest’anno in un momento difficile – denuncia Coldiretti Impresapesca – poiché il blocco dell’attività va a sommarsi al caro carburanti con il prezzo medio del gasolio per la pesca che è praticamente raddoppiato rispetto allo scorso anno costringendo i pescherecci italiani a navigare in perdita o a tagliare le uscite e favorendo le importazioni di pesce straniero, considerato che fino ad oltre la metà dei costi che le aziende ittiche devono sostenere è rappresentata proprio dal carburante. Non a caso gli arrivi di prodotti ittici dall’estero sono aumentati del 29% in valore nei primi quatro mesi del 2022, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat. Ma a pesare sono anche – denuncia Coldiretti Impresapesca – le scelte dell’Unione Europea che hanno portato a una riduzione dell’attività di pesca per un corposo segmento produttivo della flotta peschereccia nazionale a poco più di 120 giorni, pari ad un terzo delle giornate annue, portandola di fatto sotto la soglia della sostenibilità economica. Senza dimenticare gli effetti della siccità con la mancanza di acqua per garantire il ricambio idrico e l’aumento della salinità lungo la costa Adriatica. Resta poi il problema che anche quest’anno l’assetto del fermo pesca 2022 non risponde ancora alle esigenze delle aziende e continua a non rispondere alle esigenze della sostenibilità delle principali specie target della pesca nazionale, tanto che lo stato delle risorse nei 35 anni di fermo pesca, per alcune specie, è progressivamente peggiorato. L’obiettivo deve essere quello di tutelare, oltre alle risorse ittiche, anche la sostenibilità economica del settore – ricorda Coldiretti Impresapesca - che rappresenta in molte zone un volano importante anche dal punto di vista turistico. ​

Pescatori autonomi: l’aliquota contributiva per il 2022

ROMA – I lavoratori autonomi che svolgono l’attività di pesca sono tenuti a versare all’INPS un contributo mensile, soggetto ad adeguamento annuale, commisurato alla misura del salario convenzionale per i pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne associati in cooperativa. Per gli anni 2020 e 2021, l’ISTAT ha comunicato che la variazione percentuale […]

Operazione Atlantide per il contrasto alla pesca illegale

Operazione Atlantide per il contrasto alla pesca illegale

PESCARA – Operazione Atlantide: anche quest’anno resta alta la domanda di prodotti ittici, soprattutto con l’approssimarsi delle festività natalizie. Per questo motivo la Guardia Costiera, in linea con gli obiettivi del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha confermato il proprio impegno finalizzato, da un lato, a tutelare le scelte del consumatore finale, dall’altro, […]

Pesce azzurro in cucina: la tortiera di alici

Indennità Covid-­19 per armatori e pescatori autonomi: istruzioni

ROMA – Indennità Covid-­19 per armatori e pescatori autonomi: istruzioni. Con la circolare INPS 19 novembre 2021, n. 173, l’Istituto fornisce infatti le istruzioni relative al trattamento di sostegno al reddito previsto dall’articolo 1, comma 315, legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021), a favore dei soci lavoratori autonomi di cooperative della […]

Tartarughe marine e piccoli cetacei foto

Tartarughe marine e piccoli cetacei reti a led per salvarli.

Uno dei problemi più seri nel settore della pesca è quello del cosiddetto bycatch di tartarughe marine e piccoli cetacei. Ovvero il prodotto che il pescatore non ha intenzione di catturare, ma che, purtroppo, finisce nelle reti e negli attrezzi da pesca. Ospiti indesiderati sotto il profilo economico, ma anche una perdita di cibo e risorse […]