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Taxi a guida autonoma, Daimler – Bosch sfida UBER: prenoti via App e un Auto-Robot e da te

 

Daimler e Bosch: taxi a guida autonoma; La metropolitana? Con il macchinista ma anche no! E gli aeroplani, di linea e privati? Pieni zeppi di avionica, compresi i piloti automatici in grado di atterrare da soli. Le condizioni del traffico stradale sono ben diverse e più difficili: rispetto ai treni non esistono le rassicuranti rotaie e, anche se gli aerei sono grandi e volano velocemente, la densità del loro “traffico” è molto minore rispetto a quello delle città.

Daimler e Bosch accettano la sfida e promettono i taxi a guida autonoma

Le automobili, poi, sono milioni e milioni e dotarle di sistemi così complessi ad un prezzo compatibile con le possibilità degli automobilisti non è facile (leggi che le auto saranno intelligenti ma costose). Daimler e Bosch accettano la sfida e promettono i taxi a guida autonoma entro i primi anni del prossimo decennio.

I 2 colossi tedeschi hanno scelto un approccio che può essere considerato “aggressivo”: nel loro comunicato si dice infatti che “Bosch e Daimler stanno lavorando in sinergia per dare un contributo concreto allo sviluppo della mobilità autonoma e alla circolazione dei veicoli senza conducente. Le due aziende hanno raggiunto un accordo allo scopo di rendere possibile il lancio di un sistema di guida totalmente autonomo di livello SAE 4 e la circolazione di veicoli senza conducente livello SAE 5 nelle strade urbane entro l’inizio della prossima decade. L’obiettivo è lo sviluppo congiunto di software e algoritmi atti alla creazione di un sistema di guida autonoma“.

Si vede quindi che si bypassano i livelli SAE più bassi e si punta direttamente ai veicoli che guidano da soli, con o senza guidatore a bordo. Un’altra particolarità è che questi veicoli saranno destinati ad un utilizzo professionale, ossia effettueranno servizio di taxi.

Taxi ” app Mytaxy che fa incontrare tassisti e clienti

L’interesse di Daimler per servizi di mobilità che non si sostituiscano ai tassisti tradizionali non è nuova: basta pensare alla app Mytaxy che fa incontrare tassisti e clienti, un servizio che si è fuso con moovel, posseduta da Daimler.

Il Gruppo tedesco sicuramente non intende inimicarsi i conducenti professionisti (leggi dello sciopero del 20 marzo contro Uber) e il suo ride sharing car2go non è un concorrente diretto dei tassisti anche se Uber ha contattato Mercedes per una mega fornitura di Classe S.

Leggiamo anche che lo scopo principale del progetto è creare un sistema di guida pronto per la produzione che porterà ad uno scenario nel quale i veicoli saranno in grado di guidare in maniera autonoma nei centri urbani.

APP IN VISTA

Queste piattaforme si presteranno bene sia alle applicazioni di ride sharing sia ai più tradizionali servizi di taxi con autista: nello schema di funzionamento si può vedere infatti che una parte del tragitto viene compiuta in modo “automated or manual“.

Possiamo quindi pensare anche ad un tassista che acquista una vettura di Livello 5 e la fa lavorare anche mentre fa uno spuntino o va in banca. Nel comunicato viene infatti esplicitato che “in una certa area urbana, le persone potranno utilizzare il proprio smartphone per prenotare un’auto condivisa o un taxi urbano autonomo che giungerà nel punto desiderato e sarà in grado di trasportarle alla loro destinazione“. I sistemi Daimler Bosch concretizzeranno l’idea che il veicolo raggiungerà, con un autista o meno, il guidatore/viaggiatore grazie una semplice prenotazione via app, una modalità ormai collaudata e irrinunciabile.
Il Livello 5 offrirà nuove prospettive di mobilità anche a tutti coloro che non possono guidare: anziani, minori, disabili e anche chi, semplicemente, non vuole prendere una patente. Meno auto, quindi, ma che faranno molti chilometri perché serviranno più persone nella stessa giornata. In controluce si legge, anche in questo caso, il non facile dilemma fra il liberare le città dalla congestione e dall’inquinamento e l’ecatombe di posti di lavoro causata dalla guida autonoma: come risolverlo?
 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24