Torino: ecco come cambia la squadra con Walter Mazzarri
Il Torino apre una nuova era affidandosi a Walter Mazzarri. La sconfitta nel derby ha spinto Urbano Cairo a voltare pagina, esonerando Mihajlovic e affidandosi al tecnico toscano. L’allenatore serbo paga la pareggite della squadra e il mancato salto di qualità della squadra dopo 18 mesi di lavoro.
Come cambia il Torino con Mazzarri
Walter Mazzarri, in carriera, ha sempre variato due moduli: 3-5-2 (stile Reggina, con due punte come Amoruso-Bianchi davanti) o 3-4-2-1 (stile Napoli con Hamsik e Lavezzi che agivano dietro Cavani).
Data l’abbondanza di esterni dei granata è possibile che adotti il secondo modulo anche perchè l’unica ipotetica seconda punta che ha a disposizione è Niang. Utilizzare questo sistema di gioco significherebbe, però, escludere contemporaneamente Ljajic e Iago (oltre ai vari Berenguer, Boyè, Edera ecc). Entrambi, infatti, non sono attaccanti di appoggio. Tutti e due tendono a svariare e hanno bisogno di spazi (lo spagnolo parte dall’esterno e si accentra, il serbo fa il movimento opposto) per esprimere al meglio le loro qualità.
I giocatori del Torino
Per quel che riguarda i giocatori, Mazzarri ha un debole per Niang (che ha avuto anche a Watford) quindi è possibile che, almeno inizialmente, uno dei due posti di trequartista sia suo.
A quel punto rimarrebbe un posto libero in avanti.Se si pensa allo stile di gioco di Mazzarri, Iago per caratteristiche sembra più adatto di Ljajic perchè più veloce e, soprattutto, disponibile al sacrificio.
Per quel che concerne gli esterni, di centrocampo, De Silvestri e Ansaldi (quando tornerà) sono perfetti per il suo stile di gioco. Il tecnico toscano ha sempre prediletto un esterno (di solito il destro) più portato ad attaccare e a inserirsi ed uno più portato a difendere. Ansaldi ha ricoperto a volte anche il ruolo di terzo di difesa quindi le qualità per un ruolo più di coperture le ha.
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