Un utero artificiale

Un utero artificiale sarà pronto in 5 anni

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Un bambino prematuro potrà continuare a svilupparsi in un utero artificiale

E’ l’obiettivo a breve termine di un gruppo di ricercatori olandesi: creare un utero artificiale in grado di ricreare le condizioni biologiche del ventre materno, dal liquido amniotico al battito cardiaco della madre. Questo dispositivo migliorerebbe le possibilità di sopravvivenza dei prematuri, specialmente nei nati prima delle 22 settimane di gestazione (che hanno un altissimo tasso di mortalità).

Il modello dell’utero artificiale diventerà presto un prototipo funzionante

I ricercatori della Eindhoven University of Technology, secondo quanto riferisce il Guardian, hanno già sviluppato un modello destinato a diventare un prototipo funzionante.

A differenza delle incubatrici attuali, quest’ultimo avvolgerà il bambino nel liquido e gli fornirà ossigeno e nutrimento tramite una placenta artificiale.

I bambini prematuri non hanno polmoni o intestini del tutto sviluppati

Il professor Guid Oei ha spiegato che i metodi attuali sono complessi, poiché i bambini prematuri non hanno ancora polmoni o intestini del tutto sviluppati; di conseguenza i tentativi di fornire ossigeno o sostanze nutritive direttamente a tali organi possono provocare danni. Un utero artificiale rappresenterebbe una svolta in tal senso. “Una volta immersi di nuovo nel liquido, i polmoni possono svilupparsi, e il bambino riceverà ossigeno tramite il cordone ombelicale, proprio come nell’utero naturale”, ha riferito.

Aumentare lo sviluppo dei prematuri fino alle 28 settimane

Aumentando la crescita di un feto, crescono le sue possibilità di sopravvivenza. Se riuscissimo ad estendere il suo sviluppo fino alle 28 settimane, la mortalità nei prematuri sarebbe molto meno frequente“.

Il modello dovrà ricreare l’esperienza di un essere nell’utero

Il modello – ha spiegato ancora Oei – non sarà una semplice biosacca di plastica, ma dovrà ricreare l’esperienza di un essere nell’utero, incluso il suono del battito del cuore materno”.

Si tratta, tuttavia, di un progetto ancora sperimentale

Il lavoro, tuttavia, è ancora sperimentale“, precisa Oei. “Non sappiamo nulla sulle sue implicazioni a breve e  a lungo termine“.

Un proposito che solleva, tuttavia, dubbi e perplessità dal punto di vista etico e che prevede scenari di gestazione “alternativa” a quella naturale.

Fonte Immagine: Style 24

 

 
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Autore dell'articolo: Maria D'Argento

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