Vlad l’impalatore, verità o leggenda?
Vlad l’impalatore, verità o leggenda? Qualcuno, disse di lui:“ Non pronunciate mai quel nome. Non guardatelo mai negli occhi, mai pensare a lui … è ovunque”.
Ed è così, sulla scia di leggende o false verità, che comincia la storia legata al Re del terrore per eccellenza: DRACULA.

Negli ultimi anni, sulla traccia di fantasiose, spesso romantiche storie, il mito del vampiro diventa forma di ostentazione.
La frenesia e l’ angosciante immagine del mito sono sfruttate un po’ da chiunque. Persino da fanatici che venerano il personaggio e l’alone di terrore che ne concerne.
Esaltare il personaggio emblematico, in un’ideologia che altri non è che un’esibizione di se stessi e dell’illusione di chissà quale immortalità o prodigio.
E tutto questo, il più delle volte, anche con qualche macabro rituale, che porta le persone a fare le cose più assurde. Tutto non privo di ripercussioni psicologiche.
Vlad l’impalatore, verità o leggenda? La storia del mito
Dracula, passa alla storia con questo nome. Personaggio Sanguinario e psicologicamente contorto, diventa, paradossalmente anche un eroe nazionale.

Ci troviamo in Romania, precisamente in una regione montuosa dei Carpazi, denominata Transilvania.
In questo luogo, il folclore e le leggende locali (come in molte altre zone del mondo) creano storie di fantasmi e mostri nativi.
Le storie del terrore, ovunque, sono narrate per lo più per terrorizzare i bambini, quando non si comportano bene.
Ma il costume di queste zone, da vita a un autentico filone utopico, che si ripete all’infinito nel corso dei secoli.
Nasce proprio qui la vicenda del nostro “ protagonista”, di cui un po’ tutti ne conosciamo la storia.
Chi è realmente Vlad Țepeș ?
La sublimazione popolare e spesso anche l’ignoranza e la semplicità delle persone, crea intorno a questa figura, più di quanto la stessa meritasse.
Tutto, insomma, acquisisce un’ulteriore forza, con una forte denotazione storica su colui che fu, uno dei più temuti e famosi eroi nazionali:
VLAD TEPES detto: Vlad l’impalatore! In rumeno Tepes = impalatore.

Le Origini del re del terrore
Il Dracula originale, vissuto nel XV sec., apparteneva a un territorio montuoso della Transilvania, chiamato Valacchia.
Osservando uno dei diversi ritratti pervenutici fino ad oggi, notiamo un personaggio dagli occhi grandi, naso aquilino, con grossi baffi e lo sguardo fisso.
Probabilmente, lo stesso ritratto “dicesi” fedele alla realtà è stato un po’ caricato affinché il timore e la ritrosia non fossero meno. Tutti dovevano temere Vlad!
Nasce nel 1431, Sighişoara. Fu battezzato con il nome di Vlad e in seguito, soprannominato Dracula con riferimento a
Dracul (Dragone). O in rumeno Vlad III Drăculea. Il Dragone è l’emblema di famiglia, e stranamente nella loro lingua, (la medesima parola), significa anche “ Diavolo”.
Vlad l’impalatore, secondo di quattro fratelli nati nella nobile famiglia di Vlad II Dracul nel 1442 è mandato con suo fratello minore, alla corte del sultano ottomano Murad II. Erano la garanzia per assicurare al Sultano che il loro padre, avrebbe sostenuto le politiche ottomane.
Proprio in questo periodo, apprende da questi, un brutale metodo di esecuzione:
L’impalatura. Correva l’anno 1448.
Vlad l’impalatore
Questo genere di tortura, consiste nell’infilzare la vittima a un palo di legno (o ferro). Di seguito piantato nel terreno. Una tortura che condanna a morte, dopo un’agonia lenta e atroce, il mal capitato.
I Turchi lo incoronarono appena diciottenne Re della Valacchia. Due mesi dopo, per cause mai accertate, Vlad fugge in un monastero, per ricomparire solo nel ’56.
Nello stesso anno, Costantinopoli cade in mano ai turchi. Vlad torna al potere governando per quattro interminabili anni, seminando terrore e sgomento.
Ben presto però, l’impalatore, comincia a perdere l’appoggio dei suoi stessi sudditi.
Stanchi di vivere nella paura della tirannia e dell’eccessiva e disumana crudeltà.

Si riporta in alcune fonti di un episodio che lascia ancora oggi sconcertati. Inspiegabilmente, un giorno, senza una vera ragione, attacca una città.
Uccide 10.000 persone, impalandone tante altre. Anche se, il massacro più famoso, ci fu nel 1460.
In quest’anno nel giorno di San Bartolomeo, fa impalare in una città della Transilvania circa 30.000 persone.
Sadismo e giochi di potere politico. Ecco chi è Vlad Dracul. Un uomo la cui fama è fomentata dal terrore. Vlad uccide anche senza una ragione. E il suo nome fa il giro dell’Europa. La paura si propaga e cresce come il suo potere.
Tra le tante voci, sulla sua presunta disumanità, si narra anche di un altro episodio.
Alcuni emissari, che avevano osato tenere il turbante in testa al suo cospetto, furono puniti con una dimostrazione di spietata superbia. Ordinò, causa la mancanza di rispetto, che i turbanti gli fossero inchiodati in testa.
Aveva già conquistato il Danubio quando alcuni sudditi, stanchi di quel regno da incubo, falsificarono delle lettere, insinuando una sua diserzione dai turchi.
Ciò portò alla sua cattura, ad opera dal Re di Ungheria, Mattia Corvino, che lo tenne imprigionato per 12 anni.
L’incarcerazione e la morte
Le fonti, incerte e a volte contraddittorie, parlano di una figura austera.
Che si diverte a torturare le sue vittime fino all’inverosimile. Dove finisce la realtà e inizia la fantasia è quasi impossibile saperlo. Le fonti sono spesso miste a leggende. Ma i dati cronistorici parlano chiaro.
Chi malauguratamente è perseguitato da Dracula, è bollito vivo, scuoiato, bruciato e mutilato.
Il suo fascino sinistro e le strane capacità di persuasione cui era dotato, gli permettono durante la prigionia, di far amicizia addirittura con i guardiani. Questi lo rifornivano di topi e altri animali, affinché si divertisse a impalarli in cella.
Anno 1474.
Vlad è rilasciato. Due anni dopo reclama per la terza volta il trono della Valacchia.
Ma, all’età di 45 anni è ucciso in battaglia contro l’esercito Turco.
La sua testa fu tagliata e conservata nel miele e, di seguito, inviata al Sultano come trofeo. Il suo corpo sembra che giaccia in una tomba senza nome.
Così tra leggenda e storia, si diffonde il mito di un uomo, vampiro o meno che, la memoria continua a far rivivere. Forse per paura, stupidità o sola superstizione.
Questi aneddoti, più altre leggende rumene, subiscono il contributo del fascino della Romania Orientale.
Un mix di elementi che non poteva sfuggire a un occhio attento. Così, lo scrittore Bram Stoker nutrito da forte interesse, racconta di lui.
Nella versione romanzata dello scrittore, Dracula diventa eterno.
Stoker, ci tramanda una storia in cui fa quasi pieno riferimento al folclore Romeno.
Cita continuamente le vicende apprese nel periodo di studio. Ma fa riferimento prettamente anche alla memoria di Tepes.
In Dracula di Stoker, l’autore nelle eccellenti vesti di narratore, si cala perfettamente nel ruolo.
E per rinforzare la tesi, fa approfondire dal British Museum, delle ricerche proprio sulle credenze popolari di questa zona.
Bram Stoker e gli studi sul mito

In collaborazione con Arminius Vambery, un eccellente studioso ungherese, scopre storie strane, spesso singolari.
In conformità a quanto portano alla luce, si riscontrano strane credenze. Indubbiamente influenzate, pare anche dalle vicende di Jack lo squartatore.
Si credeva che la debolezza dei moribondi, causata da una mancanza di afflusso sanguigno, potesse essere curata bevendo del sangue. Sangue vivo per intenderci. Tutto questo, si credeva producesse una forza tale, da riportare in vita un morto.
Comunque, sulla stessa falsa riga, secondo la Chiesa ortodossa, chiunque fosse stato scomunicato, era destinato a diventare un “morto vivente” (Moroi). I Moroi erano tali fino all’assoluzione di un sacerdote.
Queste e altre leggende, terrorizzavano la popolazione locale. Ciò permise a Stoker, di scrivere il suo romanzo.
Da un primo approccio, fa capire di voler rappresentare l’esaltazione di quegli argomenti “fastidiosi” (considerati tabù). Probabile questo derivi dall’età Vittoriana che ha prodotto una sorta d’inibizione sessuale generale.
Bram Stoker fa riferimento a una sensualità nascosta. Appassionata. In un compenetrarsi di eccessiva violenza, come una celebrazione di erotismo e istinti primordiali.

Certamente è per questo che il Dracula di Stoker non vuole morire. Esattamente come non vuole morire la sua memoria, che nella tradizione è ancora tramandata.
CURIOSITA’.
Tra le storie che si legano al personaggio di Dracula, si parla dell’episodio legato a Bela Lugosi.
Nel 1931, fu girato il più famoso film su Vlad l’impalatore. Più conosciuto come Dracula. Guadagnò una fortuna, così pure l’attore che interpretava il principe del male.
Bela Lugosi, però è un personaggio nevrotico, che spende tutti i soldi guadagnati per liberarsi dall’oppressione della morfina … muore a 73 anni, nel 1956. Sul suo conto sono tante le notizie indiscrete.

Molte di queste sostengono che il ruolo di Dracula gli avesse dato alla testa. Ne era letteralmente ossessionato.
La cosa strana è che volle farsi seppellire nelle vesti del protagonista che gli aveva dato notorietà e, impopolarità nello stesso tempo.
Si fece realmente avvolgere in un mantello di tessuto nero, foderato di satin rosso, che aveva indossato nel ruolo del vampiro.
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