Volvo dice addio alla benzina

Volvo dice addio alla benzina, rivoluzione green in atto

Volvo dice addio alla benzina, rivoluzione green in atto. Un processo di grande cambiamento quello già in atto da parte della casa automobilistica svedese

Dal 2025 al 2030, è questo il lasso di tempo entro cui Volvo dice addio alla benzina per candidarsi come produttore esclusivamente di modelli elettrici.

Sarebbe dunque la prima casa automobilistica ad abbandonare il metodo classico di alimentazione per gettarsi a capofitto sui motori green.

Tra nove anni, quindi, Volvo eliminerà anche gradualmente dal suo portafoglio globale qualsiasi auto con motore a combustione interna, compresi anche i modelli ibridi.

La necessità di rispettare l’ambiente senza rinunciare alle quattro ruote, sta diventando in realtà una vera e propria necessità su scala mondiale.

Nel dettaglio poi, la rivoluzione di Volvo è inserita in un più generale piano per il clima, il cui obiettivo è invece quello di ridurre l’impronta di carbonio del ciclo di vita di ogni auto prodotta.

Una svolta ambientale come spiega nella sue dichiarazioni il CEO di Volvo, Håkan Samuelsson:

Per continuare ad avere successo abbiamo bisogno di una crescita proficua. Quindi, invece di investire in un business in calo, abbiamo scelto di investire nel futuro, sia elettrico che online.

Stiamo concentrando i nostri sforzi sull’obiettivo di diventare un leader nel segmento elettrico di lusso in rapida crescita.

La rete, il web che investe quindi anche i motori: tutti i modelli completamente elettrici della casa saranno infatti disponibili solamente online.

E a proposito di benzina, i prezzi non scendono dallo scorso novembre

Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico infatti nell’ultima settimana il prezzo medio della verde in modalità self è salito a 1,536 euro al litro; un aumento cioè dell’1,2% rispetto alla settimana precedente.

Il diesel invece ha superato quota 1,4 portandosi in media nazionale a 1,408 euro al litro, in questo caso con un rialzo dell’1,3% rispetto al monitoraggio di sette giorni prima.

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