An Evening with Manuel Agnelli

An Evening with Manuel Agnelli: incantevole a Pescara

         
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An Evening with Manuel Agnelli: uno spettacolo imperdibile

“An Evening with Manuel Agnelli”. E’ iniziato tutto con un calice di vino rosso e un salotto arrangiato su un palcoscenico, ma arrangiato così bene che sembrava di starci dentro. E poi ancora luci soffuse e qualche applauso educato; Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo hanno dato inizio, in questo modo, al concerto del 5 aprile presso il Teatro Massimo di Pescara. Tale spettacolo è stato parte del Tour “A evening with Manuel”, ovvero la tournée iniziata il 30 marzo 2019, che sta portando i due artisti in giro per l’Italia. Il live nella città abruzzese è stato intimo, composto, un live che non ha lasciato nulla al caso. Senza dubbio ciò che ha colpito maggiormente dello spettacolo è stato il modo in cui Manuel Agnelli si è approcciato nei confronti non solo del pubblico, ma anche di se stesso.

A Evening with Manuel Agnelli: incantevole a Pescara
A Evening with Manuel Agnelli: incantevole a Pescara

Quella sera, lì su quel palco e in quel salotto “di casa”, non era presente il personaggio televisivo comparso negli schermi degli italiani per molto tempo, ma c’era un uomo.
Un uomo con la sua vita e le sue debolezze, un uomo in grado di ironizzare su quello che si dice di sé:

“O forse sono solo un po’ stronzo”, ha ripetuto più volte tra le risate bisbigliate del pubblico in sala.

An Evening with Manuel Agnelli: il dolore, l’essere umano e la vicinanza

La realtà è che in quello spettacolo Manuel ha deciso di mettersi a nudo, raccontando con ironia e malinconia alcune delle sue sfortune, permettendo al pubblico di sentire un po’ del suo antico dolore, ma in maniera goliardica come solo un artista del suo calibro sarebbe stato in grado di fare. Il pubblico in questo modo ha potuto sentirsi vicino all’artista tanto quanto l’artista si sia sentito vicino alla sua gente.

Canzone dopo canzone: un viaggio senza fine

Canzone dopo canzone Manuel ha accolto tutti su quelle poltrone e ha offerto a tutti un po’ di quel vino rosso. Da “Padania” a “Male di miele”, per poi proseguire con “Come vorrei”,“Oggi”, “Ti cambia il sapore” e “Bianca”, è iniziato il viaggio musicale mano nella mano con il cantante e il musicista Rodrigo. Gli intermezzi tra una canzone e l’altra sono stati il fulcro dello spettacolo, un po’ come quando si viaggia in treno e ci si sofferma a guardare il panorama fuori dal finestrino. Partendo da un testo intitolato “Cristo torna sulla terra” di Ennio Flaiano, è incominciato il discorso con gli artisti: uno scambio di emozioni e pensieri che hanno portato il live ad assomigliare ad un vero e proprio incontro tra anime bisognose di comunicare.

Proseguendo il viaggio sono stati visitati altri luoghi incantevoli e un’altra lettura appassionata ha fatto da cornice alla serata. E poi ancora sotto le note di: “Dove si va da qui”, “Adesso è facile”, “E’ solo febbre”, “Noi non faremo niente”, “Ballata per la mia piccola iena” e “Non è per sempre”, è proseguito l’incontro con quella che si può definire un’emozione vera e tangibile.

La musica che lega: distacco e unione tra generazioni ed epoche

Il cantante ha parlato dello spacco generazionale e di come anche il mondo della musica sia protagonista di quest’ultimo, con generi musicali e artisti del tutto nuovi che stanno spopolando tra i giovani ad una velocità inaudita. A tal proposito ha raccontato, non senza sarcasmo, di come a volte abbia ascoltato canzoni “moderne” con un po’ di scetticismo, eppure …

Ecco che da lontano si sentono alcune note di una canzone familiare: è “Video games” di Lana Del Rey, a dimostrazione del fatto che la musica è in grado di unire epoche differenti e generazioni lontane tra loro, senza il minimo sforzo. Non sono mancate di certo anche altre cover, come quella di “Shadowplay” dei Joy Division, “Perfect Day” di Lou Reed. E ancora riferimenti a Bruce Springsteen, e un tributo ai Nirvana ( a 25 anni precisi dalla morte di Kurt Cobain) con la canzone “You Know You’re Right”.

Con una punta di sarcasmo Manuel ha raccontato al pubblico di quando Mina lo chiamò inaspettatamente anni fa al cellulare. In quel momento si trovava a casa con i suoi genitori e rimase stupito, tanto da non crederci – almeno inizialmente -. La cantante gli chiese di scrivere un pezzo per lei. Questo pezzo arrivò, però non subito, ma ben dodici anni dopo e, come il cantante ha affermato su quel palco:

“Diciamo che non è proprio un tempo discografico”.

Aggiungendo:

“E questo è un capolavoro.”

Il titolo della canzone è: “Adesso è facile” ed è davvero un capolavoro.

An Evening with Manuel Agnelli: il dolore che diventa arte

In particolare ha colpito il modo in cui il frontman degli Afterhours ha parlato della morte. Ha raccontato della malattia del padre e di come quel periodo della vita, nonostante le molteplici difficoltà, gli abbia ispirato un album intero. Il cantante ha parlato della morte di John Lennon, di Kurt Cobain e di quella di David Bowie. La sua è stata una vera e propria urgenza di descrivere ciò che ha provato in quei momenti e perché.

In realtà Manuel Agnelli ha saputo trasformare la sofferenza in arte, creando veri e propri capolavori destinati a non perdersi nel tempo.

An Evening with Manuel Agnelli: la fine del viaggio, l’inizio della riflessione

La scenografia rimanda senza ombra di dubbio al programma “Ossigeno”, condotto dal cantante. La verità è che Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo non avrebbero potuto scegliere periodo migliore per portare in scena un live con questa impostazione.

Simile a un percorso, o più semplicemente ad un viaggio interiore, “A evening with Manuel” è un discorso introspettivo. Una riflessione da affrontare al lume di candela con un buon calice di vino.

E allora brindiamo!

Fonte articolo: concerto live

Fonte immagine articolo e copertina: foto scattate durante il live

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24