Asteroide, spaventoso immaginare che colpisca la Terra: ma di cosa dobbiamo aver paura?

Chiunque di noi ha il timore che una roccia spaziale detta comunemente ASTEROIDE sbatta sul nostro pianeta e che tutto scompaia, una vasta area di distruzione, uno scenario da incubo che probabilmente comprende incendi, massi che volano e devastanti terremoti che distruggeranno la tua casa e ti resterà in un buio scuro.

È spaventoso, ma che lo crediate o no, nessuna di quelle cose orribili che avete visto in film di disastri sono quello che probabilmente vi ucciderà se un asteroide fa un giorno cadrà sulla Terra. Invece, quello che dovreste temere sarà la “brezza”.

Il “Vento” : la conseguenza mortale dell’arrivo di un asteroide

“Brezza” potrebbe essere il termine più leggero che si può utilizzare per definire questo fenomeno . In un documento pubblicato sul Geophysical Research Letters hanno utilizzato le simulazioni di 50.000 asteroidi virtuali per classificare i pericoli che nel tempo l’umanità ha subito, e ciò che hanno scoperto e che il “vento” e di gran lunga la minaccia più grande di tutte, per l’intera umanità.

L’aria in rapido movimento si irradiava in un’ondata, e a seconda se l’asteroide abbia colpito il terreno o si sia detonata nell’atmosfera, quel vento potrebbe devastare completamente tutto nel suo percorso, tagliando le strutture e gli edifici dalle fondamenta e uccidendo un numero inimmaginabile di esseri viventi nel suo processo.

Impatto di un asteroide: i fenomeni distruttivi sono molteplici

Naturalmente, anche se il vento è il singolo fenomeno più grande e pericoloso, il calore di una potenziale esplosione, lo tsunami (se l’asteroide ha colpito un oceano) e la pressione creata dallo shockwave (che può provocare la rottura gli organi umani), sono fenomeni altrettanto, terribili .

Insomma, c’è molto poco da affrontare, e la speranza di poter fronteggiare, una roccia gigante dallo spazio, per cui l’umanità dovrebbe probabilmente impegnarsi a fare tutto il possibile per impedire che una cosa del genere avvenga.

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Autore dell'articolo: Vincenzo Amodeo


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