Claudio Baglioni sarà il nuovo presentatore del Festival di Sanremo

Baglioni non lascia ma raddoppia: farà anche Sanremo 2019 e il Festival sarà diviso in due parti

         
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SANREMO – Adesso è ufficiale: Claudio Baglioni farà anche Sanremo 2019. Il “dittatore artistico” del Festival ha accettato la proposta di ripetere l’esperienza dopo gli ottimi risultati dell’edizione 2018, annunciando alcune novità. La più importante riguarda certamente il fatto che la kermesse musicale sarà divisa in due parti, la prima delle quali verrà dedicata interamente alle Nuove Proposte e si terrà a dicembre.

Da questa fase iniziale usciranno due finalisti che, in febbraio, saliranno sul palco dell’Ariston insieme ai Big. Viene dunque eliminata la doppia gara che vedeva sfidarsi da una parte gli artisti già noti e dall’altra i giovani.

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Claudio Baglioni farà anche Sanremo 2019: “Avrei potuto lasciare e invece no”

Ecco cosa ha dichiarato Claudio Baglioni in un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook:

“Avrei potuto lasciare. E, invece, ho scelto di raddoppiare. Continuare, bissando, è la scelta più difficile. Ma il fascino dell’impresa è sempre proporzionale al rischio: più grande il rischio, più grande l’impresa. E chi mi conosce sa che, nella mia vicenda professionale, non mi sono mai accontentato né mai tirato indietro di fronte a una sfida. Forse perché ho sempre pensato che chi, come me ha avuto tanto, deve meritare la fortuna, se non altro, continuando a confrontarsi con essa. Il Festival di Sanremo, che di per sé sarebbe un caso unico, non poteva certo rappresentare l’eccezione a questa mia regola di vita, ed è per questo che ho deciso di raddoppiare”.

Il noto cantautore ha confessato che l’idea di un Sanremo doppio gli girava in testa già da prima dell’edizione 2018:

“In più di un’occasione avevo dichiarato che mi sarebbe piaciuto un Festival che fosse durato due settimane. L’idea delle due settimane, nasceva dal bisogno di ripensare, arricchendola, una formula che, almeno nei suoi elementi essenziali, mi sembrava meritasse di essere rivitalizzata. Per me, però, raddoppiare non significa, semplicemente, replicare. Questo perché a me non interessa solo un ‘nuovo Sanremo’: mi appassiona un ‘Sanremo nuovo’. Un Sanremo, cioè, che abbia qualcosa di inedito, nel senso di interessante, avvincente, magari addirittura sorprendente, da dire e lo dica nel modo migliore possibile. Rimettersi semplicemente in gioco, infatti, non basta. Bisogna anche alzare ancora un po’ l’asticella e provare a saltare ancora qualche centimetro più in alto; provare a stabilire un nuovo record. Non è detto che uno ci riesca. Anzi, è estremamente arduo riuscirci, ma è l’unico modo per rendere la gara interessante”.

Claudio Baglioni farà anche Sanremo 2019: ecco le novità

Le novità del Sanremo numero 69 per ora sono, sostanzialmente, due: il “Festival Sanremo Giovani” – la seconda settimana di Festival – e il fatto che, come rivela il nome stesso della manifestazione, questa seconda settimana sarà interamente dedicata ai giovani. Due innovazioni, spiega Claudio Baglioni, per realizzare le quali è stato necessario introdurre nei regolamenti ben più di due novità.

“La cosa curiosa è che quella che chiamiamo la seconda settimana del Festival è seconda di nome, ma non di fatto, dal momento che si svolgerà a dicembre, anticipando il Festival di febbraio e diventandone, così, la prima settimana. È quella che ho sempre pensato dovesse essere l’evoluzione naturale del Festival di Sanremo: un’intera settimana dedicata ai giovani. Del resto, chi più di un giovane può rappresentare una novità? Forse perché ho firmato il mio primo contratto discografico che non ero ancora maggiorenne (tanto è vero che dovette controfirmarlo, per garanzia, mio papà) e so bene cosa significa difendere la propria identità, il proprio linguaggio, la propria idea di musica per riuscire a diventare i musicisti che, dentro di noi, sentiamo di essere”.

Claudio Baglioni farà anche Sanremo 2019: tutto sul Festival dei Giovani

Per quanto riguarda il Festival Sanremo Giovani, si parla di 6 serate – 4 selezioni e 2 finali – che verranno trasmesse in diretta su Rai Uno, in contemporanea su RadioDue e in differita su Rai 4 e ancora in replica su RaiUno, dedicate ai cantanti emergenti, tra i 16 e i 36 anni non ancora compiuti.

Le 4 selezioni saranno in onda nella fascia pre-serale, mentre le 2 finali andranno direttamente in prima serata, “a testimonianza di un livello di attenzione e di un rilievo che mai il Festival aveva tributato agli artisti più giovani e alla loro musica”, illustra Claudio Baglioni.

“Per la prima volta nella storia recente di Sanremo – afferma il cantautore romano – i due vincitori del Festival Sanremo Giovani, saliranno sul palco dell’Ariston e avranno le stesse possibilità di vincere il concorso di tutti gli altri cantanti e addirittura “raddoppiare” la vittoria”.

Tuttavia è opportuno ricordare che un meccanismo simile è già stato attuato 20 anni fa. La discussa vittoria dei Jalisse nel 1997, nonchè il trionfo di Annalisa Minetti nell’edizione successiva, nacquero proprio dal regolamento all’epoca vigente, che dava la possibilità anche alle Nuove Proposte di gareggiare, durante la fase finale, nella stessa categoria dei Big.

Jalisse e Minetti, partiti tra i Giovani, riuscirono appunto a vincere Sanremo da perfetti sconosciuti, e i Jalisse – come noto – pagarono molto ingiustamente questa opportunità, subendo un oscurantismo e un boicottaggio che forse soltanto adesso, dopo gli ottimi riscontri seguiti alla loro partecipazione al talent “Ora o mai più”, stanno finalmente scomparendo.

Certo è che, però, un Festival a parte dedicato soltanto agli emergenti non si era finora mai visto, e quindi Claudio Baglioni non mente quando parla di un Sanremo “allungato” di una settimana rispetto alla tradizione.

“Personalmente – conclude – ho sempre trovato un po’ discriminante la contrapposizione simultanea tra Big e Nuove Proposte. Ho continuato a sentirla come una suddivisione concomitante che non faceva altro che fissare delle categorie che, rispetto al valore e alla bellezza delle canzoni, non hanno alcun senso. Il confronto diretto è tra parole, musica, interpretazione, arrangiamento, emozione. Credo che quel diciassettenne che mi assomiglia molto e che firmò il suo primo contratto discografico da minorenne, avrebbe sognato una simile condizione, una possibilità come questa. E ora che quel diciassettenne è cresciuto ed è diventato, 50 anni dopo, per la seconda volta, Direttore e “Dittatore artistico” di Sanremo, spera di poter regalare questa aspirazione a qualcuno che verrà. In nome della musica, nella più importante mostra musicale del nostro Paese, conosciuta e seguita in molti Paesi del mondo”.

Autore dell'articolo: Massimo Giuliano