Battisti e’ stato rilasciato. Ma l’estradizione e’ ormai accettata

Cesare Battisti e’ stato rilasciato questa mattina dalla Polizia federale brasiliana, che lo aveva arrestato due giorni fa a Corumba’, mentre tentava di uscire dal Paese. Ad accogliere la richiesta dei legali, e’ stato il giudice José Marcos Lunardelli. Accolta la richiesta di scarcerazione, il giudice ha pero’ imposto l’obbligo di firma a Battisti e il divieto di lasciare San Paolo, il distretto nel quale risiede ora.

Una vittoria per la difesa del militante dei Pac, che pero’ sembra non avere piu’ speranze. Difatti, il governo Temer avrebbe accettato l’estradizione chiesta dall’Italia e per la quale da giorni si sta lavorando. Tramite l’ambasciata italiana a Brasilia, i diplomatici stanno ultimando la documentazione per far tornare Battisti in Italia e affidarlo alla giustizia.

Secondo i legali, Battisti trattato da criminale

I legali di Cesare Battisti si erano battuti fin da subito per ottenere il rilascio del loro cliente. Dopo il ricorso alla Corte Suprema, avevano denunciato il fatto che gli agenti della Polizia avevano inserito tra le sue cose una provetta utilizzata dagli spacciatori per vendere cocaina. Prima della sentenza del giudice Lunardelli, Un primo magistrato aveva confermato l’arresto del terrorista perche’ c’erano forti indizi che volesse fuggire in Bolivia. E per questo veniva giustificata la presenza delle molte valigie e di una cifra di denaro cosi’ alta. La scusa che volesse andare a pesca e fare acquisti non aveva retto.

«L’episodio dimostra il trattamento differenziato usato nei confronti del nostro cliente». Con queste parole avevano esordito i legali di Battisti. «Esiste il chiaro sospetto che l’inserimento di questo oggetto tra quelli rinvenuti addosso a Battisti sia esagerato e falso, con il solo scopo di mantenere l’imputato in custodia generando enorme attenzione nazionale e internazionale e creare le condizioni per la sua espulsione verso l’Italia». Gli avvocati spiegano che l’intenzione di rimpatriare il loro assistito era stata colta al balzo dopo il suo arresto, sfruttando l’importanza mediatica del fatto.

Fonte: repubblica.it