Bossetti sul caso Yara: ‘Poteva essere mia figlia’

Tra pochi giorni si chiuderà l’ultimo capitolo del caso di Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni di Brembate, per la quale Massimo Bossetti e’ accusato come il responsabile della sua morte. Si attende infatti il verdetto della Corte d’Assise d’Appello, dopo che in primo grado l’uomo era stato condannato all’ergastolo.

Nonostante le prove presentate in aula e che hanno portato gli inquirenti a identificarlo come l’omicida della ragazza, Bossetti si e’ sempre dichiarato innocente. A Brescia, durante la sua versione al processo d’appello, aveva affermato: «Poteva essere mia figlia, la figlia di tutti noi. Neanche un animale avrebbe usato tanta crudeltà».

Attesa per la decisione dei giudici su Bossetti

I giudici della Corte d’Appello si riuniranno a breve in camera di consiglio per decidere le sorti di Bossetti. Inizialmente aveva chiesto scusa per il suo comportamento in aula.

Difatti, nella penultima udienza il muratore aveva inveito contro i giudici e l’accusa. Le sue scuse le ha lette poco prima che i giudici si ritirassero: «Pensate però come può sentirsi una persona attaccata con ipotesi fantasiose e irreali» ha spiegato, sottolineando cosi’ la sua innocenza.

Bossetti richiedi un nuovo test del Dna

Massimo Bossetti, che da 3 anni cerca disperatamente di dimostrare la sua estraneità sulla faccenda di Yara Gambirasio, ha richiesto una nuova perizia sul Dna«Posso marcire in carcere per un delitto atroce che non ho commesso senza che mi sia concessa almeno questa possibilità? Confido che finalmente sia fatta Giustizia e io possa tornare a riabbracciare i miei cari da uomo libero e innocente quale sono, anche se ho una vita stravolta e comunque segnata per sempre».

I giudici quindi avranno molto da discutere: decidere se confermare l’ergastolo per il muratore bresciano o assolverlo e decidere se concedere un nuovo test del Dna, per confermare se quello trovato sul corpo di Yara sia lo stesso di Bossetti.

 

Fonte: ansa.it